In Italia non esiste una misura legislativa contro il reato di tortura.
"Una cultura diffusa dei diritti umani appare in Italia un traguardo lontano. Così come lo è l’elaborazione di una politica “sistematica, coerente e trasparente” per la loro promozione e protezione. In sintesi l’Italia è in ritardo e inadempiente. Questa la situazione secondo il secondo rapporto sullo stato di attuazione delle Raccomandazioni Onu per i diritti umani rivolte a Roma attraverso lo strumento della Revisione periodica universale (UPR) messo a punto dal comitato composto da 86 organizzazioni non governative e associazioni....
.....Una grave carenza è la mancanza del reato di tortura nel codice penale. Addirittura il rapporto denuncia l’assenza di una “precisa intenzione” di introdurlo nell’ordinamento penale. Tutto ciò, come ha ricordato anche Amnesty International appena due giorni fa, sebbene per il governo non si tratti di un’opzione, ma di un obbligo assunto dall’Italia con la ratifica della Convenzione Onu contro la tortura nel gennaio del 1989. Un caso per tutti basta a spiegare cosa ciò possa significare. Il 30 gennaio scorso il tribunale di Asti ha prosciolto per prescrizione cinque agenti della polizia penitenziaria accusati delle violenze e abusi subiti da due detenuti nel casa circondariale di Asti tra il 2004 e il 2005. Nelle motivazioni del giudice, in cui risultano documentati i maltrattamenti, è chiaramente segnalata l’esistenza di una lacuna normativa relativa all’ipotesi di tortura, smentendo quando sostenuto nel 2010 dal governo, che dichiarò sufficienti a coprire la tortura le fattispecie di reato previste dall’ordinamento italiano. ..."
Fonte: Il Fatto Quotidiano:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/30/diritti-umani-comitato-manca-organismo-indipendente-italia-unico-paese-senza-reato/279383/