Vogliamo liste elettorali composte da candidati onesti e competenti
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Chi oggi vuole iscriversi a una facoltà universitaria o accedere a un posto di lavoro deve molto spesso superare una batteria di test preliminari, che servono a verificare se le competenze di base del candidato sono compatibili con il percorso di studi o il tipo di lavoro che vorrebbe intraprendere.
Si è molto discusso, e con ragione, dell'utilità di questi test e del rischio, ad essi connesso, di eliminare con criteri piuttosto casuali e non di rado sbagliati candidati potenzialmente idonei. Tuttavia il meccanismo dei test, se le domande sono correttamente formulate, uguali per tutti e presentate in modo che il candidato non possa barare, è un sistema utile e imparziale per determinare chi possiede certi saperi e inclinazioni e chi no.
Nel caso dei candidati alle elezioni politiche una scrematura preliminare eseguita per mezzo di appositi test sarebbe, a giudizio di chi promuove questa petizione, sommamente utile ai partiti per produrre liste elettorali migliori. La cronaca degli ultimi anni ci ha fornito innumerevoli esempi dello scarsissimo livello culturale ed etico di una parte cospicua dei membri dell'attuale Parlamento.
Lasciando stare le inchieste giudiziarie, le richieste di arresto, i casi di corruzione più eclatanti, ci sono altri indicatori non meno preoccupanti per le giuste aspettative dei cittadini. Ci riferiamo per esempio a numerose interviste svoltesi davanti a Montecitorio, in cui membri di spicco del Parlamento hanno dimostrato di ignorare completamente nozioni fondamentali per chi ha l'onore e l'onere di partecipare al processo di formazione delle leggi. Alcuni non sapevano cos'è lo spread, altri ignoravano cosa fosse la Consob, altri persino cosa fosse il debito pubblico. L'elenco delle incompetenze scoperte per caso è molto lungo.
Ma peggiori ancora delle carenze culturali sono i comportamenti arroganti, sprezzanti o semplicemente inadeguati di troppi deputati e senatori: molti di loro fuggono davanti al giornalista che li mette in difficoltà, altri accampano scuse per non rispondere, altri si trincerano dietro il silenzio oppure offendono in modo greve chi in quel momento sta svolgendo un servizio pubblico. Ma noi abbiamo il pieno diritto, come elettori, di sapere se le persone che ci rappresentano sono degne di ricoprire le loro cariche ben remunerate. Quali siano i gretti interessi personali, il linguaggio e le idee di un certo numero di deputati è stato dimostrato, al di là di ogni dubbio, dalle confessioni carpite in Parlamento dal deputato IDV Barbato, usando una telecamera nascosta nella cravatta.
Tutto ciò considerato, tenendo inoltre nel debito conto il rifiuto dell'attuale Parlamento di produrre una legge elettorale che restituisca agli elettori il diritto di scegliere i propri rappresentanti, questa petizione propone che siano istituiti in tutte le regioni italiane dei meccanismi di selezione basati su test, per valutare l'idoneità dei candidati proposti dai partiti a far parte delle liste elettorali.
La formulazione delle domande e la somministrazione dei test devono essere gestite da autorità terze, di nomina non politica, di provata competenza. Le domande devono verificare se i candidati possiedono le conoscenze di base necessarie per partecipare come individui autonomi e consapevoli, non come gregari spingitori di pulsanti, ai lavori parlamentari. Devono dunque verificare che i candidati possiedano una conoscenza accettabile della lingua italiana, della Costituzione, delle principali istituzioni nazionali e internazionali, dei principali soggetti sociali e politici, del contesto geo-politico in cui l'Italia si trova inserita.
Le domande devono inoltre accertare che i candidati siano persone oneste e che tengono da conto la verità. Ciò può essere verificato con domande a scelta multipla accortamente pensate. È vero che un candidato può sempre mentire, scegliendo una risposta che non corrisponde alle proprie inclinazioni profonde, ma per mentire consapevolmente deve comunque possedere una nozione di base del bene e del male. Ci sembra, dalle risposte nelle interviste e dai comportamenti pubblici, che molti dei membri dell'attuale Parlamento non possiedano neppure questa minima capacità di discriminazione morale, il che ci sembra strettamente connesso al loro bassissimo livello culturale.
Se i partiti accettassero di formare le liste elettorali solo dopo una simile selezione, non sarebbe neppure necessario cambiare l'attuale legge elettorale. L'unico rischio sarebbe quello di non trovare un numero di candidati sufficiente.
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