No al nucleare in Italia

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Nel 1987, con un referendum abrogativo comprendente tre quesiti, l'Italia aveva detto definitivamente no al nucleare. Nato sulla scorta del disastro di Chernobyl che nell'aprile del 1986 aveva colpito tutta l'Europa dell'Est e i cui strascichi si fecero sentire anche in Europa occidentale, il referendum proibì:
1)l'attribuzione al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) del potere di determinare le aree dove insediare le centrali elettronucleari, nel caso non lo facessero le Regioni;
2)l'autorizzazione all'Enel a versare contributi a Regioni e Comuni in proporzione all'energia prodotta sul loro territorio con centrali nucleari o a carbone;
3)il permesso all' Enel di «promuovere la costruzione» di impianti elettronucleari «con società o enti stranieri» o anche «assumere partecipazioni che abbiano come oggetto la realizzazione e l'esercizio di impianti elettronucleari» all'estero.
Nonostante l'80\% dei voti favorevoli (all'abrogazione), almeno il terzo punto ha continuato a sussistere, dal momento che inchieste recenti hanno dimostrato la partecipazione dell'Enel in società straniere di produzione di energia nucleare.
Il 9 Luglio 2009 il Parlamento Italiano ha approvato una legge che di fatto cancella il risultato di quel referendum e autorizza la costruzione di impianti nucleari sul territorio nazionale. La legge impegna il governo a individuare entro 6 mesi dall'approvazione i siti dove costruire i nuovi impianti e nella giornata di oggi (8 dicembre 2009) i Verdi rendono noti tali siti. Questi sono: Montalto di Castro e Borgo Sabotino. Le altre localizzazioni, che sarebbero state individuate in uno studio inviato dall'Enel al governo, sono: Garigliano (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli), Caorso (Piacenza), Oristano, Palma (Agrigento) e Monfalcone (Gorizia).
Questa petizione mira a raccogliere il maggior numero di firme per evitare che il nostro Paese torni a essere un produttore di energia nucleare, in nome del referendum di 22 anni fa. L'energia nucleare è oltremodo costosa e inquinante. Si calcola che per costruire un impianto ci vogliano per lo meno 13-14 anni, tra autorizzazioni e costruzione materiale. Costruire una centrale nucleare di III generazione può arrivare a costare fino a 3 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti i costi di smaltimento di scorie radioattive (altamente inquinanti). Il governo vuole realizzare 8 centrali nucleari sul territorio nazionale con un grave impatto sull'ambiente e sulla salute dei cittadini, oltre che un grande peso sulle tasche dei cittadini stessi.
Firmate questa petizione da inviare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per fermare questa scelleratezza. Il futuro non è nel nucleare, ma nelle energie rinnovabili come il solare, l'eolico, le biomasse. Chiediamo al Governo di investire su queste nuove fonti energetiche pulite e non sui vecchi sistemi.
Grazie a tutti quelli che parteciperanno!
Luigi Briganti.
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