Da poco rimasta orfana della parola “tocai”, usata per caratterizzare lo
squisito vino bianco di produzione nostrana, la regione Friuli Venezia Giulia
rischia ora di perdere anche il termine “Osmiza”.
Nei primi giorni di marzo è stato depositato, presso la Commissione Europea a
Tutela delle Tipicità Locali (CETTL) con sede a Brussel, un esposto firmato dai
rappresentanti locali della Glumâska, con il quale viene rivendicato il diritto
a legare il nome osmiza al loro territorio.
Nelle oltre quaranta pagine del documento viene dimostrata la tesi secondo
cui, la parola tipica ai triestini per chiamare le frasche, sia nelle sue
origini storiche riconducibile nella provincia europea della Glumâska.
Sembra dunque che, se l’esposto sarà accolto, i cittadini alabardati
perderanno le loro amate osmize; ne è convinto Jean Philippe Réseau Rouget
avvocato e presidente della Commissione di Tutela delle Tipicità Locali il
quale ci spiega che: I punti a sostegno della richiesta presentata dai
rappresentanti della Glumâska sono estremamente validi e difficilmente
confutabili; prevedo che la richiesta verrà accolta.
Dovranno i triestini rassegnarsi passivamente a questa richiesta? Potrebbe non
essere tanto male bersi un bicchiere di terrano in “fraschetta” o come si
potrebbe chiamare in futuro?