Non è un paese per vecchie
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Upgrade per le pari opportunità: Againts Italian sexism
Dal web rompiamo il silenzio sugli attacchi alle donne
Quando un Presidente del consiglio, maschio, di oltre 70 anni, già passato per il bisturi, apostrofa esibizionisticamente, davanti a milioni di telespettatori, una donna, senatrice, in politica da una vita e alla soglia dei 60, con le seguenti parole: "Ho sempre pensato che lei fosse più bella che intelligente, in una serata di questo tenore, qualcosa si è polverizzato nell'immaginario comune.
La mente e il corpo delle donne, continuamente manipolato da uno "squadrismo estetico" (che sembra volerci tutte uguali, glamour, liftate e pronte all'uso da parte di sedicenti utilizzatori finali), si ribellano.
Oggi le donne sono inserite nel mercato del lavoro, studiano, si laureano in materie scientifiche (matematica, chimica, fisica, ingegneria, medicina e discipline socio-economiche) in percentuali crescenti, parlano inglese e sempre più spesso due o tre lingue, fanno carriere professionali di valore nonostante molte persistenti barriere, sono impegnate in prima fila nella società civile, nella cultura e nella politica, lottano per difendere i diritti allauto-determinazione e alluguaglianza di opportunità.
Oggi le donne, oltre a pensare alla cura familiare (dei figli e sempre più spesso degli anziani), lavorano anche in ambiti professionali di alto livello, nel mondo digitale e hi-tech e forniscono un contributo di professionalità e sensibilità prezioso per tutta la società.
Oggi il Web italiano si sta tingendo di rosa: le donne sono il 45\% e in crescita del 4\% rispetto al dicembre 2007 (fonte: Nielsen Online Osservatorio Multicanalitaà 2008). E ciò nonostante il grave ritardo rispetto agli altri paesi europei e del mondo.
Siamo infatti al 67esimo posto della classifica mondiale del World Economic Forum (Wef) sulle disparità di genere lontanissimo non solo dal Nord Europa, notoriamente sensibile al discorso sulla parità ma anche dalle più vicine Germania (11° posto) e Francia (15°) (v. il progetto futuro@lfemminile).
In Italia il "soffitto di cristallo" è ancora pesante. In questo paese le donne devono ancora lottare quotidianamente per non essere costrette a scegliere fra famiglia e affermazione/valorizzazione professionale (una scelta che invece non è richiesta agli uomini).
Anche scegliendo un impegno professionale totalizzante solo raramente riescono a vedere valorizzato le loro competenze.
E fanno carriera fino a un certo punto, senza mai sfondare ai piani alti, tranne rarissime eccezioni.
Nellultimo anno, le donne italiane hanno visto intensificarsi uno stillicidio di attacchi, più o meno espliciti, concorrenti a negare le loro conquiste sul piano umano, sociale, culturale, economico, e a deformare la loro immagine e il loro ruolo nella società. Non abbiamo sotto gli occhi sforzi istituzionali per promuovere il ruolo delle donne in tutti gli ambiti della vita sociale. Al contrario è ormai chiaro che lupgrade è finito.
E la retromarcia, non di anni, ma di decenni, accelera.
Di fronte all'ennesimo downgrade simbolico cui tutte siamo state esposte nelle ultime settimane, di fronte all'ultimo affondo mediatico esplicito, ormai abbandonata la tattica strisciante delle battute e degli ammiccamenti stile Videocracy a una femminilità stereotipata, patinata e spesso vuota
e senza testa, è tempo di reagire.
Se tante e plurali sono le strade della resistenza delle donne di fronte a questi attacchi, a tutte è comune oggi una pretesa di rispetto.
Le donne italiane pretendono rispetto dalle Istituzioni di questo paese che le hanno offese in modo strisciante o esibizionistico.
Anche la pari dignità di uomini e donne è un principio della Costituzione italiana (art.3), così come la libertà di espressione e di informazione.
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