Sono uninsegnante di ruolo. Non ho mai ben capito questo punto di arrivo, se non giuridicamente, che ci fa dimenticare i sacrifici che tutti noi abbiamo fatto per arrivare a questo punto, e considerare il supplente come persona di serie B. E invece questa persona ha la sua vita, le sue aspettative, la sua personalità e se giovane e, a volte in difficoltà toccherebbe a chi ha più esperienza aiutarlo, come è capitato a noi. Ma non è questo il caso che si sta verificando adesso: lo smantellamento della scuola pubblica, e la mattanza dei colleghi precari. Questi insegnanti sono competenti e preparati più o meno di "noi", perchè sono stati illusi per anni, per anni hanno sognato, insegnato, chi con passione chi meno, proprio come noi, si sono sposati, hanno avuto la gioia di avere dei bimbi, proprio come noi, hanno comprato casa, proprio come noi e adesso il nostro governo decide di non investire più nella scuola e allora che importanza vuoi che abbia se lavorano o meno, se hanno 40 o 30 anni, limportante è tagliare. Poi, forse, verrà il nostro turno, noi, quelli di ruolo così il nostro Paese incurante totalmente della Costituzione, quella legalità che tanto si esalta nelle inutili conferenze, tavole rotonde, avrà compiuto il suo disegno. Cari colleghi ricordate che siamo ununica categoria e in quanto tale esprimiamo la piena solidarietà ai colleghi che stanno lottando perché venga riconosciuta la loro professionalità, dignità e il loro diritto al lavoro, tutelato dalla nostra Carta Costituzionale.