100 innovazioni in 10 anni e 100 milioni di posti di lavoro

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La crisi economica e quella ambientale non sono altro che due aspetti di uno stesso fenomeno. Al centro del loro funzionamento perverso si trova l’identico problema etico: La preferenza per il presente e le sue conseguenze, il deprezzamento per il futuro. In questa tensione tra lungo e breve termine si stringe il legame piu profondo tra crisi finanziaria e ecologica. Oggi tutti constatano il fatto che il sistema di sviluppo che ha dominato i decenni precedenti sia precario e al contempo costituisca un’eccezionale oppurtunita per provare nuovi modelli eco-sostenibili coinvolgendo Imprese, attori istituzionali e collettività. Si vuole affrontare il complesso tema della crisi economica-ambientale-sociale di questi anni indicano una serie di possibili soluzioni in grado di generare nuova occupazione, qualità ambientale, cultura di sistema. Non mi limito ad analizzare i danni prodotti dal modello di sviluppo adottato negli ultimi 60 anni, bensi propongo ben 100 iniziative imprenditoriali quali casi esplicativi su come superare in modo costruttivo la crisi ripartendo dall’ambienta e dalla riqualificazione del territorio. Ritornando a essere parte consapevole di un ecosistema si potrà avere accesso a molte piu materie prime locali a basso costo, di quanto sia possibile immaginare e moltiplicare le iniziative imprenditoriali creando una nuova occupazione diffusa , rispettosa del territorio e della dignita delle persone. Il punto di partenza è l’applicazione al teritorio del meccanismo di funzionamento degli ecosistemi per risaltarne le qualità e risolverne le problematiche ambientali e sociali . L’attuale modello economico ci ha abituato a pensare per slogan e a diventare produttori di scarti, ma anche a sopravvalutare le nostre egoistiche esigenze e ad aumentare il nostro isolamento e la nostra sensazione di inutilità. Si tratta di un modello di sviluppo massimamente inefficiente che , insieme alle materie prime e all’energia spreca risorse umane creando emarginazione sempre piu estesa gravida di violenza, abusi, illegalità, sottocultura e non curanza pre gli altri. Uno dei messaggi piu rilevanti sta nel concetto che la biodiversita della natura insieme alla molteplicità e diversita delle imprese umane è una garanzia per uno sviluppo armonico. Lo sviluppo basato sui sistemi integranti, sul concetto di business a cascata, di bioraffinerie integrate locali e sulla ricerca di soluzioni tecniche che mimino la natura integrando maggiormente fisica, chimica e biologia. Ciascuno potra cosi disegnare iniziative imprenditoriali locali che generano posti di lavoro, qualità ambientale e sociale cosi come un network di realtà, di collaborazione tra loro mimando l’efficienza degli organismi naturali.Questo cambiamento potrà essere davvero possibile solo se potremmo contare su donne e uomini con forte visione sistemica, lungimiranza, competenza, eticità, che condividano il modello e si spendano con grande impegno personale e spirito di servizio a livello territoriale, nazionale e sopranazionale, oltre che imprenditoriale e istituzionale, per realizzarlo. La cosa non appare pero semplice visto che la maggior parte della classe dirigente del pianeta si ispira a tutt’altri principi. Oggi la gran parte dei manager è ancora formata a concentrarsi sul cosiddetto core business, focalizzando la propria attenzione su pochi prodotti sempre meno costosi. Per conquistare cresenti fette di mercato, senza riguardo per i possibili costi sociali connessi con la delocalizzazione delle produzioni. Oggi diventa di primaria importanza sviluppare una sensibilità nuova dei manager e degli imprenditori, inspirata alla complessita degli ecosistemi cosi ben rappresentata dalla termodinamica dei processi irreversibili non lineari per cui Pricogine molti anna fa, ha ricevuto un premio nobile. Tante opportunità che si possono cogliere mettendo al centro l’uso efficiente delle risorse e l’azzeramento degli scarti trasformando problemi locali in opportunità imprenditoriali, e sviluppando una visione sistemica da contrapporre alla cultura di management che ha contribuito allo sviluppo dissipativo in cui viviamo. Al di la delle singole iniziative imprenditoriali credo che questo messaggio vada assolutamente raccolto e che occorre immediatamente agire.Nell’ambito del tema dell’innovazione andrebbero favoriti i progetti che interessino intere aree e molti stakeholder publici e privati su tematiche rilevanti che possano contemporaneamente promuovere un rilancio economico in chiave ambientale e modelli di sviluppo adeguati alle caratteristiche locali specifiche. Se semplici pannelli solari occupassero terreni agricoli senza tener conto di un adeguato eco-design danneggiando il territorio si creerebbero i presupposti per una opposizione alla tecnologia , indipendente dalla sua sostenibilità ambientale. Per queste e altre zone si potrebbe pensare a una stretta collaborazione tra attori publici e privati, improntata alla trasparenza per creare l’hunus necessario di uno sviluppo davvero inclusivo capace di coinvolgere i tutti i cittadini. Si tratta di favorire una transizione da un’economia di prodotto a un’economia di sistema, un grande salto culturale verso una sostenibilità economica e ambientale che deve coinvolgere l’intera società, a partire dalla valorizzazione del territorio e dalla attitudine collaborativa tra i diversi interlocutori in gioco. Il patto è di non rinviare la conversione assumendo al piu presto decisioni chiare e soprattutto lungimiranti che si concentrino davvero sul bene comune. Qualora ritenga che tale progetto possa essere realizzato anche con il suo supporto non esiti a firmare questa petizione
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1. Massimiliano Paolucci | Sottoscrivo questa petizione
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