Noi cittadini disabili, giorno dopo giorno, nel silenzio di esistenze anonime, con il supporto delle famiglie, con la solidale rete di associazioni a noi vicine o da noi fondate, con grande dignità, ci impegniamo caparbiamente per dar evidenza a¬l valore del nostro esserci. Tante e molteplici sono le narrazioni di vissuti violentati dalla malattia nei quali è ancora possibile scorgere frammenti di amicizie autentiche, di umanità che si mescolano, di spiritualità anche provane che intensamente si offrono l’una all’altra.
Basterebbe poco a voi cittadini abili, sempre più forviati da vergognose e scandalose campagne mediatiche contro il falso invalido, per accorgervi della verità, per appurare la forza interiore, la volontà indomita di tanti di noi che ogni giorno si proclamano esseri umani nonostante una patologia invalidante
Per lo Stato italiano, dal momento che l’INPS è un ente pubblico, può essere che
A NOSTRA INSAPUTA POTREMO ESSERE GUARITI
e senza nemmeno essere parenti di quel già noto Ministro allo Sviluppo Economico.
Noi cittadini disabili della Repubblica italiana, firmatari della presente lettera manifesto, avvertiamo la più forte e grande irritazione verso le inutili e volutamente vessatorie visite mediche di verifica. Le quali visite percepiamo come offese alla nostra dignità, alla nostra onestà e al nostro senso civico. Per le quali offese intendiamo intraprendere molteplici iniziative per promuovere una nuova consapevolezza democratica in riferimento agli obblighi della Repubblica sanciti dall’articolo 3 della nostra Costituzione: una volta accertata e certificata dagli enti pubblici preposti la permanente patologia invalidante, spetta esclusivamente alla magistratura disporre verifiche mediche di quanto certificato in base a specifiche ipotesi di reato.
Non essendoci pervenuti avvisi di garanzia, l’arbitraria e unilaterale iniziativa di controllo dell’INPS potrebbe giustificare ricorsi e rivalse ai sensi dell’articolo 28 della nostra Costituzione: ogni richiesta di verifica di quanto già certificato, fuori da un procedimento giudiziario, è una intollerabile aggressione al cittadino che ne offusca gravemente la reputazione e l’onorabilità. Dal momento che siamo dei possibili furfanti, noi cittadini disabili pretendiamo di rispondere del nostro presunto crimine in Tribunale!
Confidando nel medesimo senso civico del popolo italiano, animato da sempre da un autentico spirito solidale, ci appelliamo per un supporto concreto, secondo le forme e le modalità liberamente scelte ed elaborate, al fine di perseguire pienamente gli obiettivi, di volta in volta, democraticamente concordati.
anostrainsaputa@tecnologicamenteabili.it