Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica
I firmatari del presente documento intendono esprimere profondo sconcerto e perplessità rispetto al DPR 76/2012 entrato in vigore il 26 giugno 2012. Il decreto riporta il “Regolamento recante criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell’attribuzione dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori universitari, nonché le modalità di accertamento della qualificazione dei Commissari”. Questo decreto introduce un uso automatico di parametri bibliometrici e strumenti statistici per la valutazione dei candidati e dei commissari di concorso nelle abilitazioni e nei concorsi universitari.
I firmatari ritengono che i parametri bibliometrici possono essere uno strumento, anche utile, fra i tanti da usare in modo accorto e competente nella valutazione degli individui, specialmente a fini concorsuali ma la loro applicazione però non può e non deve essere automatica perché è indispensabile inserire nel contesto le informazioni date da questi strumenti, avendo ben presente le loro caratteristiche ed i loro limiti. Manifestano quindi grande preoccupazione nei confronti della utilizzazione di forme di esasperato automatismo in contesti di valutazione scientifica, anche al di là delle specifiche forme previste nel Decreto.
Essendo chiare da tempo nella comunità scientifica internazionale le limitazioni che scaturiscono dall’uso sistematico di questi parametri, ci risulta sia stata segnalata per tempo ai rappresentanti del corpo docente all’interno del Consiglio Universitario Nazionale (CUN) la negatività di provvedimenti legislativi che prevedessero valutazioni basate in modo caratterizzante o, peggio ancora, aprioristico e discriminante sui valori di parametri bibliometrici. Ora invece dobbiamo constatare che la valutazione basata sull’uso esclusivo di questi parametri, bandita dalla comunità scientifica internazionale (nel Regno Unito, per esempio, l’uso esclusivo degli indicatori è stato di recente vietato nei panel di valutazione della ricerca), viene istituzionalizzata in Italia generando modalità di valutazione che non rispecchiano in alcun modo la realtà scientifica ed il peso oggettivo della scienza e delle carriere scientifiche.
I firmatari del presente documento riconoscono la necessità di valutazioni severe, consistenti e che premino la qualità ed il merito dei candidati. Tuttavia ritengono che l’uso istituzionalizzato degli indicatori bibliometrici che si prospetta sulla base del DPR 76/2012 è inaccettabile e genererà gravissimi problemi nella ricerca e nell’Università Italiana. Auspicano quindi che al più presto si trovi una soluzione per arginare i danni inevitabili di questo Decreto e si creino i presupposti per dar vita ad un processo di valutazione basato su valori scientifici effettivi e sulla responsabile considerazione delle capacità scientifiche e didattiche dei candidati.