"Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento" (Pericle)
Giusto, quindi, prevedere una dignitosa indennità parlamentare.
Ma al termine del mandato, il servitore dello stato torna a guadagnarsi la vita con il proprio lavoro.
In questo momento di crisi - economica e istituzionale - è ancora ammissibile il vitalizio parlamentare?
Pensiamo di no e ne chiediamo l'abolizione per i seguenti motivi:
- equità (si tratta di un ingiusto privilegio)
- opportunità (getta discredito su chi fa politica)
- meritocrazia (premia chi ha causato l'attuale degrado, o non ha saputo impedirlo)
- applicazione (tra breve ne godrà anche l'uomo più ricco d'Italia).
Aboliamo il vitalizio parlamentare!