“Adesso decido io”: questo il titolo della campagna che, da oggi, il nostro quotidiano “La Discussione” intende lanciare a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare ideata dal professor Pellegrino Capaldo, presidente dell’associazione “Amici dell’Istituto Sturzo” e che il deputato Giampiero Catone, componente della commissione Bilancio della Camera, ha deciso di trasformare in disegno di legge di iniziativa parlamentare allo scopo di sottoporlo subito all’esame dei gruppi, affiancando e supportando la raccolta delle firme che richiederà molto tempo. L’iniziativa di Capaldo si propone di fare chiarezza, una volta per tutte, sul tema del finanziamento ai partiti. L’economista è per la soppressione del finanziamento pubblico in favore dei partiti e la contestuale introduzione di un sistema di sostegno su base volontaria. In questo caso, secondo il testo che Catone ha riproposto, sarebbero i cittadini a versare un contributo a partiti - ma anche a movimenti o fondazioni - dell’importo massimo di duemila euro. A fronte di ciò lo Stato riconoscerebbe un credito d’imposta pari al 95 per cento. In pratica, chi verserà duemila euro per il partito o per l’associazione di cultura politica “preferiti” potrà vedersi rimborsare 1.900 euro. Alla fine la somma che arriverebbe nelle tasche dei partiti potrebbe, persino, essere identica a quella che percepiscono in base alla normativa vigente con la non trascurabile differenza che il risultato in questione sarebbe frutto di una libera scelta dai cittadini. Così facendo, si rinsalderebbe il rapporto tra Stato e cittadino che, ora, è assolutamente conflittuale. Una proposta in linea con la filosofia di don Luigi Sturzo, grazie alla quale la politica tornerebbe alla sua originaria natura di servizio di carità verso la comunità secondo la ben nota definizione di Paolo VI.