In merito al pagamento dell'IMU, quanto tragica potrebbe essere l'applicazione dell'imposta allo stato attuale per i genitori separati che non risiedono più nella casa coniugale?
Normalmente si parla di padri separati, non citando mai le madri separate.
Noi genitori separati, dopo anni di sacrifici e rinunce che solo chi percepisce stipendi da operaio e si avvale della sola propria forza conosce, ci ritroviamo alla disperata ricerca di un appartamento in affitto, il più possibile dignitoso, pagando per questo almeno metà dello stipendio percepito. Con l'altra metà (o meno) dobbiamo campare più o meno dignitosamente e mantenere i figli che rimangono nella casa coniugale con l'altro genitore.
Considerare la unica casa di proprietà al 50%, nella quale abitano ex coniuge e figlio, una seconda casa ai fini dell'IMU diventa assolutamente insostenibile, corrispondendo ad una cifra (salvo variazioni in eccesso) pari almeno ad una mensilità di affitto.
La richiesta è quindi di una rivalutazione dell'applicazione dell'imposta sulla base di casi particolari come questo e che interessano sicuramente una rilevante fetta della popolazione. Anche noi genitori separati chiediamo l'applicazione dell'aliquota sull'unica casa di proprietà, abitata dall'ex coniuge e dai figli, usufruendo del beneficio di due detrazioni, quella di 200 euro per prima abitazione di proprietà e quella di 50 euro per il figlio a carico.