Nel 2000 abbiamo vinto un concorso ordinario, dopo accurata preparazione e con l’incertezza circa l'esito delle prove che da sempre caratterizza tali metodi di selezione. Molti fra noi vantiamo il possesso di prestigiose lauree (in Lettere, Matematica ecc.) del vecchio ordinamento, che prevedevano “anni di studio matto e disperatissimo” trascorsi ad assimilare il contenuto dei numerosi libri anche da 10 centimetri di spessore. Non siamo stati così fortunati da poter usufruire all’interno del percorso universitario di un periodo di tirocinio per accedere alle attività in favore degli alunni disabili…
Qual è la nostra prospettiva? Semplice da individuare: i laureati in Scienze della formazione primaria ottengono il pezzo di carta a mo’ di esami sostenuti con semplici opuscoli, per poi scavalcarci in graduatoria tramite un punteggio di base molto più elevato di quello a noi attribuito e, soprattutto, la possibilità di assumere il mitico incarico di sostegno che consente in contemporanea di guadagnare posizioni nella classe comune.
Rivolgiamo un disperato appello al M.I.U.R.:
1) epurare gli elenchi ad esaurimento dai nominativi di coloro che nel 2009 furono ammessi con riserva (ossia gli immatricolati in Scienze della formazione primaria entro il 2008) e mantenervi solo i docenti che in quell’occasione avessero già conseguito il titolo culturale di accesso;
2) togliere ai laureati di antica data presso la suddetta facoltà il privilegio di accumulare servizio con l’insegnamento specifico per i portatori di handicap o, in alternativa, riconoscere a tutti gli abilitati a mezzo di concorso magistrale il diritto di frequentare i corsi di sostegno;
3) garantire ai maestri che possano esibire una qualsiasi laurea di vecchio ordinamento i medesimi punti abilitazione assegnati ai dottori in Scienze della formazione primaria.