AltraRiforma: la nostra proposta per cambiare l'Università

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L'università italiana è in un processo di riforma permanente da ormai 20 anni. Ministri di centrodestra e di centrosinistra hanno intrapreso percorsi di riforma parziali, fallimentari e privi di un percorso di discussione pubblica e partecipata. Questi provvedimenti hanno portato a uno smantellamento del sistema pubblico di formazione e l'utilizzo degenerato dell'autonomia ha consentito ai baroni una gestione dissennata dei bilanci degli atenei, un vero e proprio saccheggio dell'università. Non si può credere di poter cambiare davvero l'università italiana senza un processo di partecipazione democratica reale. È finito il tempo dei provvedimenti parziali calati dall'alto e legati ad interessi economici e baronali. È necessario un grande dibattito collettivo che coinvolga gli studenti, i dottorandi, le altre componenti accademiche e la cittadinanza tutta per proporre un'idea di università alternativa alle riforme passate e in particolare all'attuale disegno di legge Gelmini. Per questo è nato il percorso “l'ALTRAriforma”, per capovolgere il terreno della mobilitazione, a partire da proposte concrete e realizzabili in grado di definire un'altra idea di università possibile e non un libro dei sogni. Queste sono le prime proposte nate da questo percorso, riguardanti i temi toccati dalla riforma Gelmini, a cui seguiranno nei prossimi mesi altre idee e progetti in grado di ridisegnare l'università italiana nel suo complesso. per discutere e modificare le proposte con il tuo contributo visita http://www.wikisaperi.org e il nostro gruppo facebook: http://www.facebook.com/group.php?gid=187357935705 DIRITTO ALLO STUDIO 1. Copertura totale delle borse di studio mediante un incremento dei trasferimenti statali alle regioni. Per raggiungere tale obiettivo è necessario un investimento pari a circa 100 milioni di euro*, per coprire gli oltre 30 mila studenti che per legge avrebbero diritto alla borsa di studio ma, di fatto, non la ricevono. 2. Dopo aver raggiunto la copertura totale delle borse di studio, è necessario un ampliamento degli idonei, estendendo i criteri di reddito sulla base dei quali viene assegnata la borsa di studio. Devono essere fissati inoltre per legge dallo Stato i livelli essenziali delle prestazioni erogati dalle Regioni e in particolare l'entità minima garantita delle borse di studio. 3. Istituire convenzioni sui trasporti per gli studenti per rendere gratuiti da subito i trasporti urbani nelle aree municipali universitarie, senza distinzione tra residenti e non residenti, e per ridurre al 50% il costo dei trasporti extraurbani in tutte le regioni per i pendolari, per poi arrivare gradualmente alla gratuità totale della tratta casauniversità entro 4 anni. 4. Abolizione del prestito d'onore e di ogni forma di sostegno al diritto allo studio che preveda l'indebitamento degli studenti. In particolare in questo contesto di carenza di finanziamenti sul diritto allo studio riteniamo che l'incentivazione del merito vada perseguita con opportunità di formazione di qualità e non con “mance” e erogazioni monetarie. 5. Incremento delle risorse per le borse part-time di collaborazione presso le università italiane (150 ore). Le borse vanno assegnate secondo i criteri con cui vengono erogate le borse di studio, e va definito un livello minimo nazionale della retribuzione oraria, pari alla media delle retribuzioni attuali. 6. Istituzione di una “borsa preventiva” di carattere nazionale, erogata agli studenti iscritti all'ultimo anno della scuola superiore per favorire la loro libera scelta, indipendentemente dalla regione nella quale lo studente scegliesse di studiare. 7. Istituzione di organi di controllo da parte degli studenti per la qualità delle mense e dei servizi agli studenti. 8. Nessuna esternalizzazione ai privati dei servizi per il diritto allo studio. 9. Carta di cittadinanza studentesca per l'accesso gratuito ai contenuti culturali. 10. Piano pluriennale di finanziamento straordinario per l'edilizia universitaria, che finanzi la realizzazione, tramite il recupero di determinate aree urbane, di nuove case dello studente e di alloggi pubblici a canone concordato. Servono inoltre iniziative, come lo sportello casa gestito da Università e Comune, in grado di favorire la lotta al sommerso. 11. Borse Erasmus: aumento dell'integrazione ministeriale della quota erogata e concessione di una parte della borsa al momento della partenza. Va inoltre prevista una differenziazione a seconda del costo della vita del paese di destinazione. 12. Copertura totale delle borse per i dottorandi. 13. Lotta serrata all'evasione e all'elusione fiscale nella contribuzione universitaria. 14. Attivazione di un fondo speciale anticrisi per gli studenti le cui condizioni reddituali sono mutate nel corso dell'anno a causa della crisi economica. GOVERNANCE, RAPPRESENTANZA e PARTECIPAZIONE 1. Autogoverno dell'università: nessun esterno può comporre gli organi di governo dell'ateneo. Siano essi enti locali o privati non possono far parte di alcun organo deliberativo, in particolare del Consiglio di Amministrazione 2. Il mandato dei rappresentanti degli studenti deve essere al massimo di durata biennale per consentire agli studenti di esprimersi e di valutare puntualmente il loro operato. 3. Presenza obbligatoria degli studenti all’interno dei nuclei di valutazione (modifica alla legge 370/99). Non possiamo accettare che la valutazione della didattica e dei servizi dei nostri atenei venga effettuata senza la componente studentesca. 4. Introduzione di istituti di democrazia diretta come il referendum studentesco: una forma di consultazione che possa essere promossa dalla stessa Università nelle sue varie articolazioni (centrali e periferiche), dai rappresentanti degli studenti e dagli studenti stessi mediante la raccolta di un determinato numero di firme. Le consultazioni saranno possibili su temi inerenti la didattica, l’organizzazione dell’ateneo, delle facoltà e dei singoli corsi, sul diritto allo studio e su ogni tema che coinvolge la vita universitaria. 5. Adozione dello Statuto dei diritti delle studentesse e degli studenti e del Codice deontologico che normi le incompatibilità nell'assunzione di familiari e i limiti di mandato su tutte le cariche. 6. Allargamento dell'elettorato attivo per il rettore a tutti gli studenti (con voto ponderato). 7. Elezione diretta di tutti gli organi collegiali per la parte della rappresentanza studentesca. 8. Aumento delle percentuali di rappresentanza per la componente studentesca negli organi 9. Riconoscimento di specifiche competenze ai rappresentanti degli studenti, simili a quelle delle RSU dei lavoratori e comprendenti il controllo sulla qualità dei servizi e la possibilità di esprimere un parere vincolante sui temi che riguardano più direttamente gli studenti. 10. Chiara definizione del ruolo degli organi: il consigli di amministrazione deve gestire il bilancio sulla base degli indirizzi politici del Senato Accademico, a cui devono essere forniti tutti gli elementi per decidere liberamente. 11. Istituzione di assemblee di facoltà periodiche ufficiali con sospensione delle lezioni, per favorire un rapporto diretto tra gli studenti e i loro rappresentanti. La rappresentanza degli studenti universitari a livello nazionale è oggi del tutto inefficace e crediamo che una sua riforma debba fondarsi sui seguenti punti: 1. Abolizione del CNSU e creazione della conferenza nazionale studenti–MIUR. In tale conferenza saranno presenti 1, 2 o 3 rappresentanti degli studenti per ogni ateneo, a seconda del numero di iscritti, eletti direttamente dagli studenti nelle normali elezioni d'ateneo con un apposito incarico oppure selezionati tra i più votati nei Senati Accademici. L'attuale budget per i gettoni di presenza del CNSU sarebbe assolutamente sufficiente a coprire i costi della conferenza. 2. Possibilità da parte della conferenza studenti-MIUR di convocare referendum studenteschi nazionali. 3. Audizione obbligatoria di membri della conferenza nelle commissioni parlamentari e ministeriali quando si parla di università. 4. Istituzione di un organo previsto dalla 390/91: la Consulta nazionale del DSU, con competenze in merito alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e una consistente rappresentanza studentesca. FINANZIAMENTI: 1. Abrogazione dei tagli previsti dalla L.133/08 2. Piano straordinario di investimenti che porti in tre anni l'investimento in formazione, università e ricerca al 7% del PIL e in particolare il finanziamento dell'università da 8 026 a 11 512 dollari per studente (media Ocse). Ripartizione equa dell'FFO sulla base dei costi effettivi 3. Controllo dei bilanci degli atenei per evitare il dissesto finanziario. No alla ripartizione di quote di FFO su base di criteri premiali e punitivi, il cui unico risultato è aggravare le situazioni di deficit. Monitoraggio efficace da parte del governo e interventi mirati anche in deroga all'autonomia per impedire operazioni potenzialmente pericolose per la stabilità economica di un ateneo.. 4. No alla penalizzazione economica degli atenei per criteri quali il numero di studenti che si inseriscono nel mercato del lavoro e per il numero di fuoricorso. Si alla valorizzazione dei questionari degli studenti come strumento di valutazione degli atenei 5. Regolamentazione della figura dello studente a tempo parziale, con effetti sul piano di studio e sulla tassazione. 6. Riforme della tassazione su base territoriale sulla base di criteri di equità e progressività. Rispetto della soglia del 20% come quota del bilancio dell'ateneo coperta dalla contribuzione studentesca.
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16. Elda Cervellino | Sottoscrivo questa petizione
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27 November 2010
30 May 2010
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23 April 2010
2. valentinoo | Sottoscrivo questa petizione
23 April 2010
1. LINK Coordinamento Universitario | Sottoscrivo questa petizione
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Tutti gli studenti e le studentesse dei vari Atenei d'Italia che ritengono che il Ddl Gelmini sia inadeguato in quanto deciso dall'alto e calato come una mannaia nei luoghi che noi invece vi
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