ANCHE IO VOGLIO IL GARANTE DEI DIRITTI DEI DETENUTI A PADOVA
Appello per una città dei diritti anche dei detenuti
CHI SIAMO. Nome di cui fanno parte associazioni, privati cittadini, studenti, realtà culturali.
Siamo tutti diversi per percorsi personali e collettivi di vita, ma mossi dalla preoccupazione nata dal vedere come di carcere si possa troppo spesso morire.
A tanti di noi hanno fatto indignare e soffrire le fotografie e le notizie intorno alla morte ancora senza colpevoli di un ragazzo di 31anni, Stefano Cucchi, morto in seguito all’arresto per qualche grammo di hashish.
Ed è da questi sentimenti che è partita per alcuni la voglia di approfondire la conoscenza sull’argomento e di indagare, scoprendo molto spesso che quella di Stefano è stata una delle tante tragedie che si nascondono dietro le mura delle carceri italiane; solo quest'anno, da gennaio ad Aprile 2010, i suicidi in carcere sono stati 20 di cui due nel carcere Due Palazzi di Padova.
Per altri che si occupano di carcere da molto tempo la situazione è conosciuta ma l’impennata della morti di carcere negli ultimi tempi ha imposto una presa di posizione e di coscienza sulla necessità di intervenire concretamente.
Questi avvenimenti ci hanno imposto di rompere il silenzio, e di iniziare percorsi di costruzione di “altro” attraverso la rete delle varie esperienze e competenze, verso un obbiettivo comune.
Pensiamo che sia necessario dire basta alle violenze e alle morti nelle carceri, che sia fondamentale garantire anche ai detenuti di vivere nel rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo che non devono certamente dipendere dalla reclusione o dalla libertà della persona.
In molti città d'Italia dove è presente un carcere, ma anche nel nostro stesso Veneto, come a Rovigo e a Verona, è stata istituita la figura del garante dei diritti delle persone private della libertà personale.
Il garante è un organo di garanzia che, in ambito penitenziario, ha funzioni di tutela delle persone private o limitate della libertà personale. I garanti ricevono segnalazioni sul mancato rispetto della normativa penitenziaria, sui diritti dei detenuti eventualmente violati o parzialmente attuati e si rivolgono all’autorità competente per chiedere chiarimenti o spiegazioni, sollecitando gli adempimenti o le azioni necessarie.
Il loro operato si differenzia pertanto nettamente, per natura e funzione, da quel degli organi di ispezione amministrativa interna e della stessa magistratura di sorveglianza.
I garanti possono effettuare colloqui con i detenuti e possono visitare gli istituti penitenziari senza autorizzazione, secondo quanto disposto dagli artt. 18 e 67 dell’ordinamento penitenziario.
Pensiamo che l'istituzione di questa figura sia fondamentale anche nella città di Padova dove esiste una delle carceri più importanti del nord est e purtroppo anche tragicamente nota anche dagli ultimi tristi fatti di cronaca. Due suicidi dal'inizio di quest'anno.
Crediamo che sia giusto costruire un percorso culturale,significativo e reale con tutta la cittadinanza che si proponga dal basso,dalle nostre sensazioni e spesso dall'indignazione che ci muove,per creare una realtà diversa,anche in luoghi come il carcere così sconosciuti e apparentemente lontani da noi.
Chiediamo perciò a tutti voi di mettervi in gioco ,di rendervi protagonisti e di urlare in faccia al silenzio che “anche io voglio il garante dei diritti dei detenuti nella città di Padova”.