L'obiettivo è quello di raccogliere 100.000 firme online per poi passare alla raccolta cartacea, tramite banchetti, di altre 500.000 firme. La richiesta? Il pagamento, anche da parte dello Stato Vaticano, di ICI, IRPEF, IRES, IMU, TASSE IMMOBILIARI E DOGANALI, MA ANCHE GAS, ACQUA E FOGNE.
Il provedimento, soprattutto considerando il periodo di gravi crisi economica e finanziaria in cui versano l'Italia ed il resto del mondo, appare oramai sacrosanto e non più prorogabile. Se la Chiesta cattolica vuole conservare credibilità e dimostrare di conoscere anche solo lontanamente lo spirito cristiano, non può rimanere sorda alle richieste di equità sociale e fiscale avanzate dagli stesse fedeli e da frange sempre più large della popolazione.
"(Matteo 10, 7-10):
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento». Parola del Signore, Amen".