Signor Presidente,
Noi, donne e uomini di culture, età, posizioni sociali e convinzioni politiche diverse, consapevoli che solo nel rispetto della legge risieda la possibilità di un ordinato e sereno sviluppo della società, esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la recente sentenza della Corte Costituzionale relativa alle elezioni regionali del 2010.
Ritenere, come ha fatto la Corte – che soltanto il giudice civile sia autorizzato a verificare l'autenticità delle firme per la presentazione di liste e candidati alle elezioni – avrebbe senso in uno Stato funzionante al meglio.
Nella situazione di tracollo della giustizia che Lei ben conosce, questa decisione significa consegnare le procedure elettorali – sacre in qualunque sistema democratico – a furfanti certi dell’impunità.
Infatti, nel nostro disgraziato Paese, qualunque processo – civile o penale – terminerebbe dopo la fine della legislatura, lasciando indisturbati nelle istituzioni gaglioffi che si fossero guadagnati il posto con l’inganno.
Ci rivolgiamo a Lei, come supremo garante della legalità costituzionale, per invitarLa a prendere pubblicamente atto della situazione e a esortare il legislatore affinché si ponga fine all'attuale condizione strutturale di impunità garantita di fatto a chi viola la legalità democratica.