Appello Al Signor Presidente della Repubblica
On. Dott. Giorgio Napolitano
Egregio Signor Presidente della Repubblica
il nostro Paese è attraversato da forti tensioni politiche e sociali che ogni giorno sono amplificate dalle notizie di cronaca relative a presunte illegalità compiute da personaggi pubblici. Il livello è tanto alto da travolgere Ministri e altissimi funzionari dello Stato. Molti giornalisti, infatti, parlano di un sistema di convergenza di interessi, che avrebbe costruito una vera e propria “melassa”, all’interno della quale la corruzione sarebbe divenuta “sistema”.
Lei, Signor Presidente, più volte ha riconosciuto la necessità che il recupero della trasparenza e della legalità siano a fondamento di una nuova convivenza civile, di una coesistenza che, rilegittimando il gioco democratico, possa garantire al nostro Paese un clima civile nel quale inscrivere il futuro delle nuove generazioni.
In questo quadro non è mancata mai la Sua voce, Signor Presidente, a reclamare il dovere di ogni cittadino di contribuire alla vita della nostra collettività attraverso il pagamento delle imposte, che deve essere vissuto non come un semplice obbligo oneroso, ma come contributo alla stessa convivenza civile di un popolo.
È in questa Sua visione, Signor Presidente, che Le sottoponiamo una richiesta. Il giorno 23 aprile 2010 veniva reso noto, alla opinione pubblica, che Paolo Maldini, ex Capitano del Milan e della Nazionale, era stato accusato di corruzioni, evasioni e spionaggio fiscale. Oltre al calciatore, risultavano coinvolti: la moglie e altre 40 persone, tra cui commercialisti, avvocati, notai e anche Davide De Zan, noto giornalista sportivo. Alla chiusura delle indagini Maldini e la moglie risultano indagati in concorso per corruzione e accesso abusivo al sistema informatico dell’ Agenzia delle Entrate, e inoltre, sospettati di evasione fiscale con la loro società Velvet.
Solo pochi giorni dopo questa notizia, e precisamente il 7 maggio, i giornali rendevano nota la decisione della FIGC di nominare Paolo Maldini ambasciatore del calcio italiano, offrendo all’ex calciatore del Milan e della Nazionale, un incarico nello staff dirigenziale della FederCalcio. I media ci hanno informato che, in pratica, Maldini rappresenterà il calcio italiano all’estero e agirà da ambasciatore della nostra Federazione. La sua prima uscita dovrebbe già essere il prossimo 27 maggio, quando la Uefa renderà nota la sede degli Europei del 2016. Fermo restando che l’ex-calciatore è da considerarsi innocente fino a compimento dell’iter processuale previsto dal nostro ordinamento, in presenza di un accusa tanto grave Maldini non può essere considerato un modello per i nostri giovani così fortemente condizionati dai comportamenti dei loro idoli sportivi.
Pensiamo francamente, Signor Presidente, che dopo lo “scandalo Calciopoli”, che aveva preceduto i mondiali di Germania e che aveva fatto parlare il mondo intero di noi, l’Italia e il calcio italiano abbiano bisogno di un altro tipo di uomo immagine!
Riteniamo, quindi, che la scelta operata dalla Federcalcio sia non solo sconveniente ed intempestiva, ma completamente errata. Noi sottoscritti crediamo, quindi, che la scelta compiuta dai vertici della FIGC danneggi l’immagine del nostro Paese e che tale decisione debba essere revocata.
Non è possibile, Signor Presidente, consentire davanti alla grave crisi economico-sociale che coinvolge l’Italia e l’Europa, considerare legittimo il provare ad evadere il fisco e, contemporaneamente, poter essere investiti da una importante funzione di rappresentanza nazionale in ambito sportivo.
Per questo motivo Le chiediamo, Signor Presidente, di far sentire urgentemente la Sua voce, rispetto ad una scelta che rischia di procurare nocumento all’immagine e alla credibilità dl Paese proprio nella fase di avvio dei festeggiamenti per il 150^ dell’Unità di Italia.