Appello all'unità del Partito

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APPELLO ALL'UNITA' DEL PARTITO rivolto ai Dirigenti del Partito Democratico della Provincia di Torino "Il guaio non è il pluralismo delle correnti ideali, ma il fatto che queste non esistono se non come cordate elettorali." Alfredo Reichlin su l’Unità “Oggi qui non si apre una pagina nuova: qui si comincia a chiudere una pagina vecchia. La pagina nuova la apriamo noi, noi la apriamo!”: Pier Luigi Bersani ha chiuso così la sua dichiarazione di voto alla Camera nel dibattito sulla fiducia al governo (29 settembre 2010), una dichiarazione che ha mostrato con chiarezza come il PD abbia ritrovato vigore nel rilanciare le ragioni della nostra opposizione al governo e della nostra capacità di essere davvero alternativi alla destra ed alla Lega. È l’inizio di un cammino che a breve potrebbe portarci a candidare il nostro partito alla guida dell’Italia e noi, a partire dai territori, abbiamo il compito di farci trovare pronti. Per questo ci rivolgiamo al Partito Democratico inteso come comunità di iscritti, dirigenti, militanti. Ci rivolgiamo a quanti, per il loro ruolo, per il prestigio e la credibilità di cui godono, possono in queste ore modificare l’inerzia con la quale ci si sta avviando verso l’appuntamento congressuale per il rinnovo dei circoli e degli organismi provinciali: il nostro obiettivo deve essere quello di avere un segretario forte, credibile, con un mandato pieno, con la titolarità e l’autonomia derivante da una trasparente e sincera investitura da parte del corpo attivo del partito, da parte dei circoli. Ci pare di comprendere, invece, che oggi il partito democratico della provincia di Torino si ritrovi ostaggio di uno scontro di posizionamento e di reciproca interdizione fra pochi esponenti di correnti sempre più lontane dal profilo di aree politico culturali e sempre più coincidenti con i comitati elettorali di singoli o di gruppi. Il confronto sul profilo politico del prossimo segretario - legittimo e doveroso – deve essere visibile, trasparente e aperto alla partecipazione di tutto il partito, mentre oggi ci pare confinato nel chiuso di stanze lontane e separate dai luoghi nei quali dovrebbe svolgersi la nostra vita democratica interna. Stanze nelle quali ci sembra che il confronto non sia su opzioni programmatiche o discriminanti politiche ma sulla ricerca, peraltro al momento infruttuosa, di un “nuovo” estenuante equilibrio tra gli interessi e le ambizioni di chi vi partecipa. Non è di questo che ha bisogno il PD, non è questo ciò che si attendono i nostri iscritti e i nostri elettori, i militanti volontari che mantengono vivi e vitali gli oltre 100 circoli e che cercano di dare corpo e anima alle idee di unità del partito e di radicamento territoriale, i tanti amministratori che cercano, fra mille difficoltà, di dare risposte ai bisogni ed alle difficoltà delle persone e che hanno, oggi più che mai, necessità di essere sostenuti e tutelati dal loro partito. Non è questo il PD che serve a Torino e all’Italia. In un Paese che ancora oggi fatica a riconoscersi in comunità nazionale, in cui gran parte dei poteri di fatto si sono ormai sottratti al controllo politico, in cui prospera un sistema economico dominato da grandi consorterie affaristico-politiche e dove aumenta il peso delle rendite e dell’economia illegale, è necessaria ora la costruzione di un grande soggetto di elaborazione e proposta politica collettiva. Un Partito che si chiama Democratico perché si assume il compito di rigenerare la democrazia italiana, dando voce e rappresentanza a quella larga parte degli italiani che studiano, lavorano, producono generano ricchezza materiale e immateriale e che, in quest’Italia, non hanno voce. Il PD torinese, invece, è spesso immobile e silente. Fa fatica ad avere la credibilità per affrontare le sfide che ci attendono: l’affermazione di un’opposizione efficace alle politiche della giunta regionale e la costruzione di una valida alternativa a Cota e alla Lega, alternativa fondata su qualcosa di più solido delle speranze di successo dei ricorsi elettorali. L’avvio di un vero processo di costruzione della proposta di governo per la città di Torino che è molto di più del parteggiare per un possibile candidato piuttosto che un altro. Siamo convinti che oggi più che mai servano un segretario e una segreteria non più subordinati alla tutela delle correnti; un segretario disposto e anzi convinto a ricercare la propria legittimazione in una proposta politica e di governo del partito chiara, aperta, conoscibile. Vi chiediamo pertanto di ricercare un segretario che riconosca l’autonomia e la soggettività politica dei territori. Sin dalla sua nascita il partito dei territori, dei circoli, dei militanti e dei volontari si è fatto trovare pronto ad ogni chiamata. Dobbiamo definitivamente riconoscere che ogni singolo militante è soggetto politico, è partecipe del confronto e dell’elaborazione politica che avviene nei nostri circoli e, quindi, ha diritto di accedere, attraverso la diretta rappresentanza del proprio circolo, alla direzione politica del partito. Ciascun singolo iscritto deve sentirsi dentro un processo politico collettivo che conduce a prendere decisioni. Dal basso verso l’alto. Questo partito ha risorse umane, intelligenze e capacità ampie e diffuse: vi chiediamo di ricercare fra queste risorse un uomo o una donna in grado di interpretare davvero il bisogno, non solo di unità, ma di partecipazione diretta e di coinvolgimento degli iscritti e dei dirigenti territoriali. Vi chiediamo infine di non trasformare il rinnovo degli organismi provinciali e di circolo nelle pre-primarie per il candidato sindaco di Torino e, quindi, nell’ennesima inutile conta a favore dell’ambizione dell’uno o dell’altro pretendente. Proviamo invece, anche attraverso la discussione congressuale, a raccogliere il testimone di un’esperienza amministrativa straordinaria che ci ha visto e ci vede protagonisti; proviamo a costruire una proposta politica credibile e attuale che a partire dalla forza della nostra rappresentanza rinnovi il patto con le forze produttive e sociali della città. Da oggi e per le prossime settimane, per i prossimi mesi, il Paese intero dovrà decidere se voltare finalmente pagina, liberandosi definitivamente da Berlusconi e, soprattutto, dal berlusconismo. Il PD dovrà essere forte e credibile nella sua proposta politica, nella sua capacità di relazione con le altre forze politiche e con la società, nel profilo e nell’autorevolezza del suo gruppo dirigente. Questo non è il momento di perdersi in discussioni auto-referenziali e sterili. È – piuttosto – il momento del coraggio e della generosità, dello sguardo alto, capace di esprimere una proposta politica concretamente alternativa. Per questo rivolgiamo un appello accorato ai dirigenti provinciali e regionali in nome dell’unità del Partito: rimuovete gli ostacoli che inchiodano il nostro Partito all’immobilismo e all’afasia, individuate una figura nella quale tutti possano riconoscersi, in un processo politico aperto, trasparente, democratico, plurale e finalizzato a mettere al centro le idee, l’azione sui territori, la proposta politica. 01 ottobre 2010 SOSTENITORI, IN ORDINE ALFABETICO (per nome): Alessandro Gozzelino Alice Arena Angela Carlone Augusto Montaruli Barbara Spinello Benedetta Ciampi Bocar Kassambara Bruno Ravina Claudia Cominotti Claudia Tosco Claudio Ferrentino Cristina Bargero Cristina Galatà Dario Cucco Diego Castagno Emanuela Guarino Erik Cenci Fabrizio Caneva Filomena Pucci Franca Avataneo Francesca Zucca Francesco Mele Gabriele Bollei Gianni Garbarini Giuseppina Canuto Graziana Ferretto Igor Pesando Ilda Curti Ivano Fucile Jacopo Suppo Laura Onofri Laura Sandrone Lorena Rosiello Lorenzo Puliè Repetto Luca Verre Malvina Brandajs Marco Quattrocchi Mariagrazia Pellerino Mario Sechi Mario Steffenino Marisa Cortese Marta Levi Massimo Paolini Matteo Franceschini Beghini Mattia Cogato Nico De Leonardis Noemi Gallo Paola Parmentola Paolo Benedetti Pier Paolo Soncin Pierluigi Pautasso Raffaele Scassellati Riccardo C.G. Tassone Rocco Rizzo Rosanna Barello Samuele Rocca Sara Marconi Serena Sasanelli Silvia Cosentino Simona Vlaic Tiziana Eliantonio
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