Quanto ancora si dovrà aspettare perché la Regione Siciliana approvi la legge contro la violenza di genere?
Da quasi un anno dalla presentazione della proposta di legge regionale “ Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere” testo unificato a firma di Adamo, Caronia, Raia, Marziano, De Benedictis e Vinciullo, l’iter legislativo continua ad essere fermo.
Già da marzo 2010 i firmatari della proposta di legge hanno assunto l’impegno di portare il testo in Aula per il voto finale”. Riteniamo sia arrivato il momento di rompere il silenzio e sollecitare i deputati regionali, di qualunque schieramento politico, affinché il testo entri in assemblea regionale, per la discussione e l’approvazione, tenendo bene in mente l’interesse delle donne vittime di violenza.
Sosteniamo il testo innanzitutto per la validità di riconoscere nella violenza di genere una violazione dei diritti umani della libertà e della dignità della persona.
Riconosciamo positivo il ruolo della Regione di assicurare alle vittime della violenza e ai loro figli minori o diversamente abili, un sostegno per consentire loro di recuperare la propria autonoma individualità e di riconquistare la propria libertà, nel pieno rispetto della riservatezza e dell’anonimato, promuovendo iniziative di prevenzione, d’informazione (in collaborazione con gli enti territoriali) e di sostegno anche economico.
Qualificanti punti di forza sono:
* l’inserimento lavorativo della donna vittima di violenza, con l’istituzione di borse lavoro
utilizzabili per un periodo non inferiore a un anno;
* la promozione e il sostegno all’attività dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza
con la formazione specifica di operatori;
* l’istituzione dell’Osservatorio Regionale per il contrasto alla violenza di genere con la
raccolta e la pubblicazione dei dati.
La violenza contro le donne è un problema da affrontare con decisione, mezzi e risorse adeguati deve entrare fra le priorità dell’agenda della politica, del governo regionale e delle amministrazioni locali.
Non abbasseremo la guardia e vigileremo affinché la solitudine di tantissime donne, avvolte dalla vergogna di essere state violentate nel corpo, nei sentimenti e nella propria dignità umana, trovi risposte e sostegno da parte delle istituzioni, sfidandole a passare dalle parole ai fatti.
Lucia Rita Storaci, Carmen Castelluccio, Marika Di Marco, Antonella Fucile, Anna Martano, Enza D’Antoni, Sabina Zuccaro, Gabriella Bonincontro, Ilenia Paciello, Giusy Aprile.