Area Marina Protetta del Conero NO GRAZIE
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Area Marina Protetta del Conero NO GRAZIE
NO ad un mare in gabbia
NO alle “riserve indiane” da visitare a pagamento
NO ad un nuovo inutile carrozzone
SI al rispetto delle regole
SI alle “Zone di Tutela Biologica” e Ripopolamento.
SI ad una fruizione rispettosa e consapevole dell’ambiente marino.
di seguito l'ultimo comunicato stampa del presidente provinciale di Ancona della FIPSAS:
Progetto di Parco marino lungo la costa del Conero” I MOTIVI DELLA NOSTRA CONTRARIETA’
Negli ultimi giorni sulla stampa locale sono state pubblicate notizie di progetti tesi alla realizzazione di una “Area Marina Protetta” lungo la costa del Conero.
In qualità di Presidente della Sezione Provinciale FIPSAS di Ancona, alla quale sono affiliate 34 associazioni di pesca sportiva e di attività subacquee, che rappresentano circa 1.200 tesserati, intendo rendere pubbliche le motivazioni che ci fanno essere contrari a questo progetto.
· La situazione delle acque del nostro mare è buona, con l’eccezione delle foci dell’Esino e del Musone, perché le amministrazioni locali ed i cittadini della Riviera hanno a cuore il mare che bagna il proprio territorio ed hanno salvaguardato acque e costa senza necessità di un “Parco”.
· Il turismo nella Riviera del Conero è consistente e durante la stagione estiva la ricettività è pressoché completa, non si vede quindi la necessità, come qualcuno asserisce, di fare operazioni di “Marketing”. Dal punto di vista occupazionale la situazione del territorio è tra le migliori in Italia e, nell’ambito territoriale a sud di Ancona, è addirittura scarsa la manodopera.
· L’istituzione di un “Parco”, come quello proposto, porrebbe sotto una campana tutta l’estensione della costa del Conero, imponendo vincoli di ogni genere che andrebbero dai divieti di transito, ai divieti di ancoraggio ed ormeggio, dai divieti di immersione ai divieti di pesca sportiva, fino ai divieti di balneazione per le zone “A”.
· A fronte di un incremento di turisti, solo teorico, ci sarebbe un sicuro peggioramento della qualità della vita dei residenti, che vedrebbero grandemente compromesse le possibilità di godere del tempo libero e del mare che così tanto amano.
· Altrettanto gravemente compromesse, oltre alle attività sportive, sarebbero le attività economiche. Gli ingentissimi investimenti, sia pubblici che privati, nella nautica diportistica, sia nel porto turistico “Marina Dorica” di Ancona che nel Porto turistico di Numana, verrebbero vanificati in quanto con l’istituzione della A.M.P. gli utenti della nautica verrebbero esclusi da gran parte della riviera.
· Altrettanto certo sarebbe il danno per tutte le attività commerciali correlate al settore nautico, della pesca sportiva e degli sport subacquei.
· Inoltre sono ampiamente discutibili e criticabili i criteri fin qui adottati per la regolamentazione delle “AREE MARINE PROTETTE”, nelle quali per esempio è permessa in molte zone la pesca professionale, a scapito della pesca sportiva sia di superficie che subacquea, essendo evidente che la seconda ha un impatto ambientale insignificante rispetto alla prima.
· Nell'affermare che nessuno ama, rispetta e conosce a fondo le peculiarità dei fondali della "Riviera del Conero" come i nostri tesserati, che vi esercitano la loro passione per gli sport legati al mare da tutta la vita, torniamo ad opporci alla istituzione di una “Area Marina Protetta” che sarebbe l’ennesimo “carrozzone” succhia denaro.
· Riteniamo che invece di uno strumento giuridico come questo, che impone solo divieti ma non promuove alcuna azione positiva per l’ambiente, vadano istituite una o più “Zone di Ripopolamento” ovvero “Zone di Tutela Biologica”, nelle quali siano vietate sia la pesca professionale che quella sportiva, mentre sarebbe permesse le altre attività a basso impatto ambientale.
· Tali zone dovrebbero essere individuate secondo i seguenti criteri :
· Estensione limitata e ben segnalata,
· Elevate peculiarità ambientali,
· Mancanza di antropizzazione,
· Scrupolosa vigilanza da parte sia di corpi di polizia che del volontariato,
· Possibilità di istallare ostacoli alla pesca di frodo.
Inutile dire che questa soluzione, oltre ad apportare benefici alla fauna con conseguente miglioramento qualitativo e quantitativo degli stock ittici, con positive ricadute per la pesca sia professionale che sportiva, non comprometterebbe nessuna delle attività economiche della Riviera assicurandone il miglior rispetto ecologico. Anche l'attività di navigazione e l’ancoraggio lungo il litorale, in un contesto tra due porti turistici, verrebbe regolamentata dalle ordinanze della locale Capitaneria di Porto ai sensi del codice della navigazione, senza necessità alcuna di creare un ulteriore organismo burocratico ed autorizzativo che avrebbe costi per tutta la collettività.
SANDRO FIORENTINI
PRESIDENTE FIPSAS
SEZIONE PROVINCIALE DI ANCONA
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