Basta razzismo negli stadi
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Ill.mo Sig. Procuratore della Repubblica presso il
Tribunale di Torino
La sottoscritta RITA DONADIO, nata a Napoli il --/--/----, ivi residente in via ------------------, nella sua qualità di cittadina sin dalla nascita della città di Napoli, con la presente espone quanto segue:
In data 19 gennaio 2013 si svolgeva, presso lo stadio "Juventus Stadium" di Torino, il match calcistico Juventus-Udinese. Nel corso di tale partita, come riportato ampiamente dalla stampa non solo cartacea ma anche dei portali di notizie online (vedi allegato 1). Il contenuto di tali cori era quello già salito agli onori della cronaca in occasione di numerosi match tra le squadre Juventus e Napoli, riportato anche in numerosi striscioni (vedi all. 2): in particolare, "Oh, Vesuvio, lavali col fuoco", nei cartelli con la traduzione inglese "Vesuvio wash it" (vedi all. 3), riferimenti all'emergenza rifiuti e al colera.
Orbene, ritiene la sottoscritta che tali espressioni utilizzate, configurino una condotta penalmente sanzionabile ai sensi del DECRETO-LEGGE 26 aprile 1993, n.122, (C.D. "Legge Mancino"), in quanto tali condotte sono palesemente ispirate a sentimenti di odio etnico e finalizzate alla sua propaganda. Si osserva infatti che, lungi dal potersi considerare una manifestazione di tifo calcistico, tali espressioni e frasi, nel loro riferirsi a una grave calamità naturale quale sarebbe un'eruzione del Vesuvio, e nel ventilare la conseguente morte di tutte le persone delle aree limitrofe ("Lavali tutti") sono palesemente idonee e fomentare l'odio antimeridionalista. Si osserva peraltro che tali condotte appaiono ancora più gravi e igiustificate in considerazione del fatto che la squadra di casa non stava giocando contro il Napoli. Quindi qualunque tesi atta a giustificare le predette condotte in ragione delle esigenze di reciproca rivalità calcistica non può essere invocato a scusante del comportamento denunciato. Invero, a causa di tale episodio avvenuto nel corso dell'incontro del 19 gennaio, il club Juventus subiva la condanna da parte del giudice sportivo al pagamento di una multa di Euro 10.000,00.
Tale sanzione tuttavia non ha evidentemente avuto alcun effetto deterrente sui responsabili di tali condotte. Difatti, in occasione del match tra Juventus e Lazio, si sono ripetuti episodi analoghi, (come documentato dall'articolo in all. 3), il che ha portato all'irrogazione, da parte del Giudice Sportivo Tosel, di una ulteriore multa per la società, stavolta di Euro 20.000,00.
Orbene, alla luce dei fatti sopra descritti deve ritenersi che tali episodi, lungi dall'essere connotati da mera occasionalità legata al tifo calcistico, e sono invece espressione di un preciso disegno volto a fomentare l'odio su base territoriale nei confronti delle popolazione del Meridione d'Italia e in particolare dei cittadini di Napoli.
Infatti si tratta solo dell'ultimo epigono di una serie di episodi legati alla tifoseria juventina, che hanno avuto l'effetto di fomentare sentimenti di odio su base territoriale, ben travalicando quelli che sono gli abituali limiti degli slogan ispirati a rivalità sportiva. Infatti, citando pedissequamente l'articolo apparso sul portale IamNaples.it, "Il coro in quesione è riferibile a una città intera e non a una squadra e i tifosi; evidenzia i concetti di <<mancata pulizia>> e si augura la morte di milioni di persone e, pertanto, non presenta connotazioni sportive o ironiche; presenta chiaramente contenuti riferibili a odio razziale in quanto riferibile a un'intera popolazione".
Intenti abietti e aberranti, che sono peraltro violentemente in contrasto con i principi ispiratori del nostro ordinamento costituzionale, improntati al senso di unità nazionale e alla coesione oltre e in presenza delle diversità. E non si può tacere del danno subito dalla sottoscritta in quanto cittadina sin dalla nascita di Napoli, e orgogliosa di esserlo. Da un lato il palese danno d'immagine arrecato alla stessa così come l'intera cittadinanza; dall'altro, il danno morale cagionato dalle espressioni sopra riportate.
Tanto premesso, la sottoscritta dichiara di sporgere formale denuncia querela contro persone da identificare, per fatti denunciati in premessa, avvenuti presso lo Juventus Stadium di Torino il 19/01/2013 e il 20/01/2013, in quanto condotte punibili ai sensi del DECRETO-LEGGE 26 aprile 1993, n. 122; si riserva ogni diritto ivi compreso quello di costituirsi parte civile nel conseguente giudizio penale e di essere informata sull'esito delle indagini preliminari ex. art. 408, II comma c.p.p., dell'eventuale richiesta di archiviazione del procedimento e delle eventuali richieste di proroga delle indagini preliminari.
Indica quali fonti di prova utili ai fini delle indagini, gli allegati alla presente querela nonchè l'acquisizione dei filmati audiovisivi dei predetti incontri calcistici..
Dichiara di opporsi alla eventuale definizione del procedimento con l'emissione del decreto penale di condanna ai sensi ed agli effetti dell'art. 459, I comma c.p.p. e di nominare proprio difensore di fiducia l'Avvocato Vincenzo Barone Lumaga del Foro di Napoli, con studio in Napoli alla Via -------------, conferendo allo stesso ogni facoltà di legge.
Delega il predetto difensore al deposito della presente denuncia-querela, unitamente all'Avvocato ----------- del Foro di Torino.
Con osservanza.
Allegati: come sopra
Napoli,
Rita Donadio
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