Sentendo parlare di cava Ranieri qualche terzignese risponde dicendo “che ci andava a giocare da piccolo”. In pochi sono consapevoli del disastro. In pochi sanno che la cava è stata adibita a discarica. Ma non una discarica simile alle tante abusive che non fanno più specie alla popolazione, bensì una porzione di cava che in un periodo di emergenza, dieci anni fa, venne adibita a sversatoio. Col tempo le guaine impermeabili che ricoprivano i rifiuti sono collassate, perché l’immondizia ha perso volume, e hanno iniziato a raccogliere le acque piovane trasformando la discarica in un vero e proprio lago di immondizia e percolato (un liquido inquinante che trae origine dalla decomposizione dei rifiuti). Il lago funge da triste punto di ristoro e da abbeveratoio per decine di specie di uccelli, tra cui una discreta varietà di migratori e mammiferi come i conigli selvatici. E’ un luogo che si presta purtroppo al bracconaggio (a giudicare dagli innumerevoli bossoli che si trovano a terra), e ci si chiede chi abbia il coraggio di nutrirsi di animali che vivono nel pattume. E’ una discarica nel bel mezzo del paese: se cava Sari si trova sulla sommità di Terzigno, cava Ranieri sta proprio in mezzo alle case, alle abitazioni. E’ una discarica che ha inquinato le falde acquifere già da tempo: doveva essere bonificata, ma si è trasformata in un lago enorme da cui affiorano sacchetti della spazzatura e rifiuti di ogni tipo. La cava si trova all’interno del territorio del Parco Nazionale del Vesuvio, tra le spettacolari colate laviche del Mauro (1764) e dei Caposecchi (1834), ed è Riserva MAB dell’Unesco per la Biodiversità (al suo interno cresce un lichene protetto, lo stereocaulon vesuvianum). Lo scempio è enorme anche in considerazione del fatto che, a poche decine di metri dal lago di immondizia, si trovano i resti di tre ville risalenti all'epoca romana, che versano in uno stato di totale abbandono e incuria, a libera disposizione di vandali e tombaroli. Pare che da quelle ville siano stati estratti tesori di inestimabile valore, che fanno il giro di tutto il mondo ma che proprio a Terzigno non trovano accoglienza. Eppure dalla vicina Pompei si potrebbero convogliare migliaia di turisti all’anno: andando a chiedere spiegazioni a soprintendenza e amministrazioni ci si perde solo in un mare di “perché”. Con un briciolo di buona volontà, cava Ranieri potrebbe divenire un percorso archeologico-naturalistico di rara bellezza mondiale, al quale si potrebbe annettere un piccolo museo sul modello dell’Antiquarium di Boscoreale. Se il lago di percolato venisse prosciugato, e i rifiuti sottostanti rimossi, si potrebbe creare un’oasi con dell’acqua pulita per gli animali e un ottimo luogo di riproduzione per quelle specie che una volta erano abbondanti (come il rospo smeraldino) ma che ora, in mezzo alla schifezza, non riescono più a riprodursi.