Ciò che accade in questi giorni è l’ennesima situazione di marcato sbilanciamento tra le due sponde calcistiche. Da una parte faraoniche espressioni di possesso e potenza con immancabile profusione di schiamazzi festosi sui media perorandone la causa. Dall’altra, la Nostra, la solita situazione di affitto e di precaria condizione morale, speriamo almeno non sul campo.
Quello che chiediamo Noi è semplice e lo riassumo in due chiari punti.
- Il cambio del nome dello Stadio da Comunale a Grande Torino
- Opere di abbellimento per rendere l’impianto realmente Granata
Per farlo, soprattutto per realizzare il secondo punto, servono soldi, ovviamente. Per questo motivo l’appello è rivolto a quegli imprenditori che hanno a cuore il Toro.
L’appello è ovviamente e soprattutto per il Presidente, il quale sa bene che seppur sia necessario un esborso economico per tale “restyling”, il ritorno d’immagine che il risultato di avere uno stadio finalmente e fieramente Granata possa essere un gran bel boomerang da afferrare.
L’appello è alle istituzioni cittadine, in primis il Signor Sindaco, al quale chiediamo di rendere reale la richiesta di cambio del nome dell’attuale stadio in Stadio Grande Torino.
La richiesta non può essere considerata ad impatto di costo e l’unico ostacolo alla sua realizzazione è la volontà di farlo o meno.
Crediamo sia una richiesta legittima ad onore della storia della squadra del Grande Torino e del Torino stesso ma anche ad onore della Città tutta e dell’Italia, quella sportiva e che ha potuto fregiarsi di quei Campioni del Calcio che la resero grande nel Mondo intero.