Si vuole riporre questa proposta di legge che sembrebbe stata accontanta.
La presente proposta di legge vuole permettere a tutti i soggetti che svolgono attività lavorativa sanitaria e parasanitaria come dipendenti del Servizio sanitario nazionale di compiere anche attività libero-professionale al di fuori dell'orario di lavoro.
Com'è noto, nell'ambito sanitario attualmente solo i medici hanno la possibilità di svolgere la libera professione al di fuori dell'orario di lavoro: ciò è ingiusto di per sé e con questa proposta di legge si vuole eliminare una disparità di trattamento veramente incomprensibile. Oltre a tale motivo, però, milita a favore della presente proposta di legge un'altra ragione determinante: è purtroppo noto come alcuni lavoratori del comparto sanitario aggirino il divieto di esercitare la libera professione, con grave danno alla qualità della propria attività (che viene prestata, in effetti, «di soppiatto») ma anche con nocumento per la collettività, poiché si tratta di attività lavorative sottratte ad ogni forma di imposizione fiscale o di vincolo contributivo.
Tutto ciò non è giustificato: in questi casi, come troppe volte accade in Italia, l'illegalità deriva dalla violazione di limiti «legali» perché previsti dalla legge, ma totalmente assurdi.
Assicurare anche al personale del comparto sanitario pubblico la possibilità di svolgere la libera professione al di fuori del regolare orario di lavoro non comporterebbe alcun onere per il Servizio sanitario nazionale, poiché la situazione rimarrebbe invariata per quanto concerne le attività prestate come dipendenti dello stesso Servizio, ma produrrebbe automaticamente l'emersione di un'intera area di evasione fiscale e contributiva, con evidente vantaggio della collettività. Si chiede a tutti i professionisti sanitari di attività non mediche di aderire a tale petizione che sarà presentata al governo e ai vari collegi.