La nostra società diviene sempre più complessa.
Nei discorsi dei politici si avverte spesso un ricorso a termini "tecnici", quel politichese che origina spesso da un vocabolario quasi esclusivamente per "addetti ai lavori". Così come la chimica rappresenta l'ossatura della conoscenza necessaria per comprendere il mondo della materia, oggi è impossibile seguire l'evoluzione del nostro mondo globalizzato se non si ha un abc di base per comprenderne il linguaggio utilizzato dai media e dal sistema politico. L'economia e il diritto rappresentano due discipline fondamentali per interpretare i cambiamenti sociali e le dinamiche principali dei confronti politici diffusi dai media, vecchi e nuovi. Invitiamo quindi la RAI (ed il sistema mediatico in generale) ad erogare un offerta di programmi di divulgazione economico-giuridici che diano la possibilità anche ai "profani" d'accostarsi a queste materie di per sé ostiche e poco digeribili, in modo tale da renderle più fluide e alla portata di tutti, e che possano anche in qualche modo tracciare una strada che consenta ai più appassionati di proseguire poi da soli nell'auto-apprendimento, magari attraverso i canali dei new media.
A breve, nel gruppo, comparirà anche la possibilità di firmare una proposta ufficiale, che potrà poi essere sottoposta all'attenzione di quei soggetti politici che avranno la volontà d'intercettare questo tipo d'istanza, nata dal "basso" per migliorare la conoscenza dei cittadini sul funzionamento, spesso oscuro e ambiguo, della nostra società con i suoi diritti e doveri.