Da ieri, 23 marzo 2012, la provincia di Caserta è priva di trasporto pubblico.
In qualità di utenti, cittadini e contribuenti della provincia di Caserta, siamo costretti ad assistere amaramente all’ennesima triste vicenda che mortifica il nostro territorio e a subirne le conseguenze.
Al di là delle notevoli implicazioni politiche e sociali legate alla vicenda ACMS, la sospensione o, per meglio dire, la cessazione del servizio di trasporto pubblico, non a caso rientrante tra quelli definiti dalla legge “essenziali”, rappresenta un’ulteriore e grave penalizzazione per tutte quelle centinaia di utenti che, per necessità o per scelta, avevano deciso di usufruirne, in primis per assolvere ai loro impegni di studio e di lavoro.
Nel corso degli anni, noi utenti dell’ormai ex ACMS, abbiamo sopportato tutte le inefficienze legate alla gestione ed alla organizzazione del servizio, dalla difficoltà di reperire le più semplici informazioni inerenti alle linee fino a quella di acquistare biglietti e abbonamenti per mancanza degli stessi nei punti vendita.
Arrivati all’epilogo di questa vicenda, trascinatasi stancamente negli anni, ci sembra più che mai opportuno ricordare a tutti i soggetti coinvolti nelle trattative per assicurare la ripresa del servizio sul territorio, in primo luogo alle istituzioni locali, che esiste anche un’utenza sulla quale, per anni, si sono puntualmente scaricate tutte le inefficienze gestionali ed organizzative dell’azienda.
Pur consci della difficoltà del momento e solidali con chi, come noi, paga direttamente il prezzo di decenni di cattiva gestione aziendale, chiediamo il ripristino urgente del servizio di trasporto pubblico sul territorio,
augurandoci che, dopo numerosi anni, il fallimento dell’azienda e i disagi conseguenti costituiscano finalmente l’occasione per restituire alla provincia di Caserta un servizio efficientemente gestito e rispettoso delle esigenze e dei diritti dell’utenza e di quanti con il loro lavoro contribuiscono al suo funzionamento.
In fede