Comitato NonBruciamociPisa
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PISA, _______________
AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI PISA
AI CONSIGLIERI PROVINCIALI
AI SINDACI DELLA PROVINCIA DI PISA
e p.c. AL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA
Noi sottoscritti, Premesso che:
1. in data 17 ottobre 2007 veniva consegnata una petizione sottoscritta da 3900 cittadini e
cittadine dell'area pisana che chiedeva la chiusura entro 5 anni dell'impianto di incenerimento di
Ospedaletto, il raggiungimento entro 2 anni della quota di raccolta differenziata del 55 %,
tramite il potenziamento della raccolta “porta a porta” ed il raggiungimento dell'obiettivo di
riduzione dei rifiuti del 5 % annuale (vedi petizione allegata);
2. nel febbraio 2011 165 medici dell'area Pisana hanno sottoscritto un documento inviato alle
Amministrazioni locali nel quale denunciano i pericoli per la salute derivanti dall'incenerimento
dei rifiuti:
3. ingenti somme sono state spese nel 2003 per la ristrutturazione dell'inceneritore ed i Comuni si
sono caricati di debiti per circa 40 mln di euro derivanti da quei lavori (tramite l'azienda a
capitale completamente pubblico Geofor Patrimonio Spa); tuttavia solo dopo pochi anni sono
stati necessari nuovi interventi che hanno comportato ulteriori spese, ultime e di un certo rilievo
quelle effettuate nel 2011, (il cui costo ci è sconosciuto); nel contempo l'inceneritore spesso non
è stato in condizione di mantenere le capacità di trattamento di progetto (per es. un fermo di
quattro mesi nel 2009).
4. la nube viola del 2007, la successiva scoperta, nel 2008, del conferimento di rifiuti radioattivi
all'inceneritore ed infine gli attuali sforamenti dei limiti di emissione di diossina, hanno
dimostrato che l'inceneritore costituisce una fonte di pericoli sempre nuovi che non è possibile
prevedere e contenere, oltre a costituire anche nel normale funzionamento una sorgente
continua di inquinanti tossici che si è andata ad accumulare durante tutti questi anni
nell'ambiente e nella popolazione;
5. Gli alti livelli di Raccolta Differenziata (RD) ottenuti con il porta a porta ( secondo il presidente
della Geofor: 72 % a Vecchiano, 60 e 65 % a S. Giuliano T e Calci dopo pochi mesi
dall'estensione del servizio p. a p.) non giustificano ulteriori investimenti (che verrebbero
caricati sulle tariffe pagate dai cittadini) per l'incenerimento del residuo della RD inadatto alla
combustione e dal quale è possibile ancora recuperare materia con trattamenti meccanico
biologici a freddo,
Chiediamo che:
VENGA DATA IMMEDIATA ATTUAZIONE A QUANTO RICHIESTO CON LA PETIZIONE DEL 2007
E CHE PERTANTO L'INCENERITORE DI OSPEDALETTO NON RIPRENDA LA SUA ATTIVITA' E
CHE IL DENARO PUBBLICO VENGA UTILIZZATO PER ESTENDERE IL SISTEMA DI RACCOLTA
PORTA A PORTA A TUTTA LA PROVINCIA, PER PROMUOVERE INIZIATIVE DI RIDUZIONE DEI
RIFIUTI E PER LA COSTRUZIONE DI IMPIANTI A FREDDO PER IL TRATTAMENTO MECCANICO
BIOLOGICO DEL RESIDUO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA (IMPIANTI TMB).