In Italia il Sistema Informativo Creditizio (SIC) è gestito da 3 società, la Crif di Bologna, la Ctc di Milano e l'Experian di Roma. Queste sono direttamente finanziate dal sistema creditizio (banche e finanziarie) che li consultano ogni volta che un cittadino o un'impresa richiede un finanziamento. Qualora risultino ritardi di qualche rata, la richiesta verrà inevitabilmente bocciata.
Ci sono migliaia di cittadini che lamentano di non aver accesso al credito pur non avendo avuto problemi. Sicuramente la risposta è che gli Istituti di Credito hanno segnalato il ritardato pagamento di una rata con troppa facilità trattandosi, a volte di importi irrisori e di ritardi minimi, spesso neanche imputabili al cliente stesso (disguidi postali o bancari).
Tutto questo fa sì che i cattivi pagatori aumentino notevolmente: casalinghe, operai, impiegati diventano improvvisamente criminali, condannati per due anni a rimanere segnalati nelle banche dati dove una semplice rinegoziazione di un mutuo o l’acquisto di una prima casa, diventa un’impresa impossibile. Per molti l'unica alternativa è la trappola dell'usura.
Il problema si doveva risolvere dal 1/1/2005 con l'entrata in vigore del nuovo Codice di Deontologia e buona condotta dei Sic, dove viene stabilito che si possono segnalare ritardi solo superiori alle 2 rate consecutive e va dato avviso al cliente con 15 giorni di anticipo. A distanza di 4 anni speravamo che questo provvedimento semplificasse i rapporti tra clienti e Istituti di credito nella speranza di aver maggiore facilità nel richiedere un finanziamento. Ma è evidente che così non è stato.
Noi vogliamo ridurre i tempi di conservazione in banca dati, per un Sistema di Informazione Creditizio più giusto e più rapido. In un momento come questo, in cui per uscire dalla crisi è fondamentale riattivare i consumi e gli investimenti, è necessario ridurre i tempi di conservazione per facilitare l'accesso al credito e favorire la ripresa dell'economia.