Al Magnifico Rettore,
ci permettiamo di fare alcune osservazioni in merito alla circolare rettorale spedita a tutto il personale e agli studenti il 5 maggio 2010,relativa alla decisione di chiudere tutti gli spazi universitari dopo le ore 20.00 sino a nuova disposizione.
Il 4 maggio 2010 alle 8.00 del mattino un nutrito presidio di poliziotti e
vigili ha sgomberato il Centro Sociale Autogestito Barattolo.
Sappiamo che Pavia è una città avara di spazi di aggregazione sociale e giovanile. Negli ultimi anni, poi, una serie di disposizioni in tema di ordine pubblico hanno colpito la socialità studentesca, che non vive solo all'interno dei collegi o non frequenta i bar del centro, riducendo ancor più la possibilità di forme di incontro libere e gratuite. Di converso, l'Università e i consumi degli studenti (in particolari gli affitti) rappresentano oggi una delle principali voci di reddito per gli stessi abitanti di Pavia.
La sera dello sgombero era in programma al Barattolo un’iniziativa del gruppo “Studenti in crisi”, che hanno dato luogo alle proteste dell’ultimo anno e mezzo contro i tagli, la riforma, l’aumento delle tasse universitarie. In seguito allo sgombero, il Barattolo ha indetto un corteo. Al termine gli studenti presenti sono entrati in Università centrale per dirigersi in aula del ‘400 dove, tramite i custodi, hanno cercato di mettersi in contatto col rettore per chiedere l’autorizzazione allo svolgimento del concerto previsto.
Data l’urgenza gli studenti hanno deciso di passare direttamente dall’ingresso centrale: nel passaggio sono state spostate le barriere d’ingresso e a causa dell’imbuto creatosi, c’è stato sicuramente un momento di confusione, ma non si è verificato alcun incidente né tantomeno alcuna violenza ai danni del personale presente.
Il rettore ha deciso quindi di concedere l’autorizzazione allo svolgimento dell’iniziativa. L’attività all’interno si è svolta nel pieno rispetto delle regole di utilizzo dei locali universitari e la chiave dell’aula è stata quindi riconsegnata al custode al termine del concerto.
Aggiungiamo che sabato scorso circa mille giovani hanno protestato contro la chiusura del Barattolo, in modo del tutto pacifico e senza incidenti di sorta.
Circostanza che dimostra sia l’interesse e l’apprezzamento della popolazione giovanile per l’iniziativa, sia l’assenza di problemi di ordine pubblico legati ai frequentatori del Barattolo, sia, infine, la necessità di garantire, a loro e a tutto il corpo studentesco, il diritto a riunirsi e svolgere liberamente, in modo democratico, i propri programmi sociali, culturali e - perchè no ?- anche politici.
Non crediamo pertanto che la decisione di chiudere l’Ateneo alle 20.00 vada nella direzione giusta. Lo stesso rettore riconosce l’esistenza di un problema di spazi in città per gli studenti la cui soluzione non può chiaramente essere un’ulteriore chiusura da parte dell’università. Pavia, città nota per la sua antica e nobile tradizione universitaria e culturale, si sta sempre più racchiudendo su stessa. Non solo sta morendo, ma si sta suicidando. E con
essa, anche l’Università rischia di scivolare in una fase di declino.
Per questo chiediamo al magnifico Rettore di ritornare sulla propria decisione.
Pavia, 10 maggio 2010
Guglielmino Cajani
Andrea Fumagalli
Andrea Membretti
Carlo Vanetti
Docenti Università di Pavia, primi firmatari della lettera pubblica, che sarà inviata in questi giorni a tutto il corpo docente.