Alla Sindaco del Comune di Genova
All’assessore ai servizi educativi
Da fonti non ufficiali, ma attendibili è giunta al mondo della scuola la notizia di un drastico ridimensionamento delle attività del Laboratorio Migrazioni, come conseguenza dell’impiego in sezione delle insegnanti di attività espressive.
Al di là delle motivazioni che possono aver portato l’Amministrazione comunale a una scelta così dolorosa, come insegnanti e operatori del settore sentiamo l’urgenza di portare alla vostra conoscenza la nostra profonda preoccupazione.
Il Laboratorio Migrazioni rappresenta infatti un punto di riferimento imprescindibile per tutte le scuole della città proprio per la sua riconosciuta e consolidata capacità di proposta pedagogica, portata avanti con straordinaria competenza professionale dall’equipe delle insegnanti.
L’intero mondo della scuola genovese si impoverisce così drasticamente, non potendo più contare sulle attività condotte sia nella sede storica di salita Fava greca, sia nelle sedi territoriali, dove è stato condotto un lavoro di sostegno e diffusione a favore delle scuole di zone particolarmente a disagio della città.
La presenza di un forte nucleo di insegnanti impegnate a sperimentare, documentare, diffondere materiali didattici, offrire consulenza e formazione ha contribuito in modo determinante a sostenere l’intero mondo della scuola nel difficile passaggio di questi ultimi vent’anni, durante i quali, a fronte di risorse umane sempre più ridotte, si è dovuto far fronte alla grande novità pedagogica dell’inclusione e integrazione degli alunni stranieri.
Se la scuola ha tenuto e in molti casi, anzi, è stata presidio di coesione sociale e culturale è stato anche grazie al contributo di saperi, competenze e occasioni formative che il gruppo delle insegnanti del Laboratorio Migrazioni ha saputo offrire e diffondere.
La figura stessa del Mediatore interculturale, così fondamentale per l’accoglienza e l’inclusione dei bambini stranieri a scuola, ha saputo trasformarsi profondamente e andare in una direzione più fortemente educativa grazie anche alle riflessioni condivise con il Laboratorio Migrazioni, che ha sempre saputo leggere in anticipo i movimenti e le urgenze del mondo della scuola.
Il momento di laboratorio espressivo offerto in misura così cospicua in tutti questi anni alle scuole, ha consentito in molti casi di far crescere anche all’interno delle scuole stesse professionalità e competenze che hanno poi portato avanti in autonomia uno stile e una metodologia di straordinaria efficacia nel rapporto con le classi e i gruppi di bambini.
Le proposte sono state spesso integrate così profondamente nelle offerte formative delle scuole da diventare il perno di intere programmazioni annuali o lo stimolo per attività che hanno saputo coinvolgere anche le famiglie.
L’auspicio pertanto è che la chiusura o il ridimensionamento delle attività non sia definitivo, ma soltanto temporaneamente legato a difficoltà di gestione amministrativa, in questo momento di estrema difficoltà dell’intero mondo della scuola, e che si possa al più presto nuovamente contare su una collaborazione davvero preziosa e proficua.