Se dalla scuola ( per legge ) scompare la Geografia
Il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare la riforma della scuola superiore . Nei nuovi curricoli dei licei e degli istituti tecnici e professionali , in via di definizione , la geografia scompare del tutto - o quasi . Non si sono sentite proteste , al proposito . Ad eccezione di quelle sollevate , comprensibilmente , dalle "associazioni di categoria " ( in testa l'associazione Italiana Insegnanti di Geografia e la Società Geografica Italiana ) che hanno lanciato un appello accorato . Ma c'è da dubitare che troverannogrande ascolto. I problemi che contano ed appassionano sono ben altri . Anche se il territorio continua ad essere evocato , per ragioni politiche e polemiche . I confini : vengono chiamati in causa quando c'è da respingere i clandestini . Frontiere invisibili divengono muri visibili per marcare la distanza dagli "stranieri " . Per alimentare domanda di sicurezza , per richiamare la comunità perduta . Il nostro piccolo mondo che scompare , schiacciato dal grande mondo che incombe. Così si invocano le ronde , senza poi formarle . E i " confini " della città sono marcati da cartelli segnaletici che , accanto al nome di città " straniere " gemellate , avvertono : non vogliamo " stranieri " guai ai " clandestini" . ( Quasi che i clandestini si dichiarassero come tali , apertamente , all'ingresso della città .) Siamo orfani dei confini che , tuttavia , non riconosciamo . E non conosciamo più. Come il territorio . Rimozione singolare , visto che mai come in quest'epoca le identità ruotano intorno ai riferimenti geografici. L'Oriente e L'Occidente .Che , dopo la caduta del muro di Berlino , non sappiamo più come e dove delimitare.
di Ilvo Diamanti