Illustrissimo signor Ministro,
intendiamo sottoporre alla Sua attenzione una questione che non esitiamo a definire paradossale e che comporta conseguenze negative per il nostro Paese, sia sul piano dell’immagine sia dal punto di vista economico.
Come Lei ben sa, la Convenzione di Stoccolma è il trattato internazionale che ha portato al bando o alla stretta regolamentazione di contaminanti organici persistenti di particolare pericolosità a livello globale. Si tratta di un accordo di portata storica che ha determinato e determinerà risultati di enorme importanza per il controllo di tali sostanze e per la protezione dell’ambiente dell’intero pianeta.
Allo stato attuale, la Convenzione di Stoccolma è stata ratificata da 176 paesi riconosciuti dalle Nazioni Unite, ad eccezione di poco più di una diecina di Stati. Tra questi ultimi, oltre agli Stati Uniti d’America, l’unico altro importante paese è l’Italia.
Non conosciamo appieno le ragioni della mancata ratifica della Convenzione che comporterebbe per l’Italia costi trascurabili, per non dire nulli. Le sostanze oggetto della Convenzione sono da tempo bandite o strettamente controllate, altre non rivestono interesse per le attività produttive. Altre ancora (diossine e furani) sono sottoprodotti di attività industriali già oggetto di interventi di contenimento.
Al contrario, la ratifica della Convenzione consentirebbe l’accesso a fondi internazionali stanziati per la ricerca sui contaminanti persistenti. Di questi fondi Lei sa che la ricerca Italiana ha un bisogno disperato.
Vale la pena di ricordare che la ratifica della Convenzione di Stoccolma da parte della Cina è stata il risultato di un progetto, sviluppato sotto l’egida delle Nazioni Unite, frutto di una collaborazione tra il Ministero degli Affari Esteri Italiano ed il Governo Cinese. Quindi l’Italia è all’avanguardia nella promozione della Convenzione, pur non avendo ancora provveduto alla sua ratifica.
Confidando nella Sua attenzione ed in Suo autorevole intervento per favorire la ratifica della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti da parte dell’Italia, Le porgiamo i nostri rispettosi saluti.