Di corso Garibaldi, piazza Mazzini, via Cavour, Amedeo di Savoia e quant’altro al Sud ce ne sono a centinaia. Sono gli eroi del Risorgimento, dí una unità che, però, al Meridione è costata lacrime di sangue. Il libro di Pino Aprile ”Terroni” è portatore di un messaggio importante: rivedere la storia del Mezzogiorno e, in particolare dell’unità, perché quello che abbiamo studiato a scuola è la storia dei vincitori.
Dopo 150 anni, però, anche i vinti cominciano ad avere dignità. Ora, nessuno vuole stravolgere la toponomastica di mezzo Paese, ci mancherebbe, però è giusto dedicare una piazza, una strada, una parco alle migliaia di persone che hanno perso la vita perché credevano in un ideale, difendevano la propria Patria. Non si tratta di dividere il Paese, ma solo di restituire dignità a chi è stato trattato, anche dalla storia, come un lestofante.
Sarebbe opportuno che associazioni e movimenti meridionalisti si facciano promotori presso i Comuni del Mezzogiorno per intitolare una piazza, una strada, un corso ai Martiri del Sud. Sarebbe un segno di civiltà e di amore verso la propria identità.