Il Disegno di legge recante disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita, all’Art. 36 prevede un incremento annuo di 1 punto percentuale, dall’attuale 27% al 33% nel 2018, per tutti i soggetti che versano alla Gestione Separata dell’INPS. Quindi anche per i professionisti autonomi senza albo con partita IVA.
Il peso dei contributi previdenziali proposti è più del doppio rispetto a quello dei professionisti ordinistici con cassa privata e di fatto supera anche quello dei lavoratori dipendenti (utilizzando la stessa base di computo, come dimostrato da una analisi del CERM di Roma*) a fronte di tutele di entità molto inferiore (per esempio siamo esclusi dalla nuova indennità di disoccupazione).
A differenza di altre categorie, uno sciopero tradizionale recherebbe danni solo a noi stessi, in quanto i nostri clienti si rivolgerebbero altrove per poi non tornare più. Anche la disobbedienza fiscale è autolesionista, perché si finirebbe per pagare il tutto più avanti con gli arretrati, gli interessi e le multe.
L’unica forma di agitazione che possiamo mettere in atto è lo sciopero bianco, cioè uno sciopero senza astensione dal lavoro. Di fatto continuiamo a fornire i nostri servizi ai nostri clienti secondo gli accordi già presi e continuiamo ad accettare anche nuovi incarichi, ma ufficialmente siamo in stato di agitazione.
I sottoscritti aderiscono allo sciopero bianco contro l’aumento dell'aliquota della Gestione Separata dell'INPS al 33% dalla data dell’adesione fino alla data di approvazione del già citato disegno di legge.
*Fonte: Le pensioni degli iscritti alla gestione separata dell’INPS - Quattro proposte per ACTA per modifiche al DDL recepente il Protocollo Governo-Sindacati, p. 4: http://bit.ly/s0zD9K
(I simpatizzanti sono invitati a sottoscrivere la dichiarazione di simpatia allo sciopero bianco contro l’aumento dell'aliquota della Gestione Separata dell'INPS al 33%: http://bit.ly/IktLRP)