SCUOLA E DEMOCRAZIA
Non si troverà costituzionalista che, passando in rassegna gli organi supremi che danno
alla nostra Costituzione la sua fisionomia caratteristica, senta il bilogno di menzionare tra
essi la scuola: la scuola resta in secondo piano, nell' ordinamento amministrativo
(nell'ordinaria amministrazione, si direbbe), non sale ai vertici dell' ordinamento
costituzionale. E tuttavia non cè dubbio che in una democrazia, se si vuole che la
democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, si può dire che la scuola a
lungo andare è più importante del Parlamento e della Magistratura e della Corte
costituzionale. Il Parlamento consacra in formule legali i diritti del (cittadino, la Magistratura e la Corte costituzionale difendono e garantiscono questi diritti; ma la coscienza dei cittadini è creazione della scuola; dalla scuola dipende come sari domani il Parlamento, come funzionerà domani la Magistratura: cioè quale sarà la coscienza e la competenza di quegli uomini che saranno domani i legislatori, i governanti e giudici del nostro paese. La classe politica che domani detterà le leggi o amministrerà la giustizia esce dalla scuola: tale sarà quale la scuola sarà riuscita a formarla. Che la classe Dirigente sia veramente formata, com'è ideale democratico, dei migliori di tutte le classi, in modo che da tutti gli strati sociali, anche i più umili, i giovani più idonei e i più meritevQli possano salire ai posti di responsabilità, dipende dalla scuola, che è il vaglio dei cittadini
di domani...
(Piero Calamandrei - Prefazione alla raccolta postuma degli scritti di Giovanni Ferretti,
Scuola e democazia, Einaudi, Torino, 1956)
A sessanta anni dagli scritti di Piero Calamandrei, quando sembrava che la scuola
ipotizzata si fosse concretizzata, alcuni recenti interventi adottati o da adottare ci riportano
indietro nel tempo. Pertanto, a quanti ancora credono in una scuola fucina di democralia, inviamo un accorato appello a condividere.