Questa petizione ha come finalità quella di richiedere una modifica dell'attuale normativa che regola la pubblicazione di fotografie scattate in luoghi pubblici, che ritraggano soggetti riconoscibili.
L'attuale normativa nega il diritto al fotografo di pubblicare ritratti scattati in luoghi pubblici, di cui non si abbia ricevuto un esplicito consenso dal soggetto.
Riportiamo qui parte del testo (fonte http://www.fotografi.org/pubblicabilita_foto_ritratto.htm)
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La Legge 633 (vedi diritto d’autore) riporta una sezione (capo 5, sez. 2) interamente dedicata al rispetto dell’immagine delle persone ritratte.
A dispetto del fatto che la sezione conti tre soli articoli di interesse per il fotografo, in realta' su di questo punto della Legge nascono spesso numerosissime contestazioni; le cause intentate per inadempienze relative a queste sezioni sono molto piu' numerose di quelle relative ad abusi in altri aspetti.
Il concetto portante di questa sezione è espresso all'articolo 96: "il ritratto di una persona non puo' essere esposto, riprodotto e messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell'articolo seguente".
L'indicazione e' inequivocabile: fatte salve alcune particolari e circoscritte eccezioni, chi veda pubblicato il proprio ritratto fotografico senza essere consenziente a tale utilizzo pubblico, puo' opporsi.
La conseguenza immediata e' particolarmente importante per i free lance che realizzano varie immagini di reportage, e le cedono poi a riviste ed agenzie; in assenza delle condizioni che ora vedremo nel dettaglio, un simile "uso" dei volti altrui richiede il possesso di quello che viene definito il "release", cioè il permesso scritto alla pubblicazione. Del "release" non e' possibile fare a meno in caso di utilizzo commerciale e pubblicitario, ed è prudente che esista anche per i fini editoriali anche minori, anche se la consuetudine è quella di confidare nell’efficacia del cosiddetto "diritto di cronaca" e, soprattutto, nell’intelligenza delle persone ritratte.
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Ciò che in realtà l'attuale normativa sta generando è un eccessivo timore nel soggetto e nel fotografo, il primo ha sviluppato il timore di un utilizzo illecito e denigratorio della sua immagine, il secondo invece quello di invadere la privacy del soggetto con conseguenze legali.
Poiché ciò che si trova e avviene in pubblico, è fruibile alla vista di ciascuno e quindi resta impresso nella memoria di ciascuno, non capiamo quale possa essere la differenza tra immagine digitale ed immagine mentale, visto che quest'ultima ha valore giuridico sotto forma di testimonianza.
Quindi chiediamo che venga eliminato ogni forma di limite alla pubblicazione di ciò che è ripreso in luoghi pubblici, seguendo il modello della normativa statunitense.
http://www.aclu.org/free-speech/know-your-rights-photographers
Chiediamoci come potrebbe mai nascere un nuovo Cartier-Bresson nel nostro Paese, con le attuali norme.