E' INUTILE E PERICOLOSO - NO AL NUCLEARE

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ENERGIA NUCLEARE : INUTILE E PERICOLOSO (SOLO RISCHI E NESSUN VANTAGGIO) INDICE 1) Non è vero che aiuterà le imprese ad avere energia elettrica ad un costo più basso 2) Non è vero che ci aiuta a svincolarci dalla dipendenza estera 3) Non è vero che è una tecnologia migliore e più efficiente 4) Non è vero che l'Italia ha la necessita di implementare la propria capacità di produzione di energia elettrica 5) Non è vero che sarà l'energia del futuro 6) Non è vero che è sicura per l’ambiente e per la salute pubblica 7) Non è vero che è meno inquinante 8) Non è vero che è stato risolto il problema di stoccaggio delle scorie radioattive 9) Una centrale Nucleare ha un fortissimo impatto ambientale e consuma elevatissime quantità di acqua 10) Il futuro smantellamento di una centrale nucleare richiederà tempi estremamente lunghi e diverse volte superiori al suo tempo di costruzione e di funzionamento. Il presente documento nasce autonomo e spontaneo in risposta alle dichiarazioni riportate da alcuni quotidiani ed imputate a : 1)Zuccoli, presidente di A2A che ha sostenuto che “il nucleare è l’energia del futuro e che le energie rinnovabili sono affascinanti ma il beneficio costo-investimento non c’è!” (Corriere della Sera 24 Agosto 2010). 2)Scaroni, AD di ENI che sentenzia “C'è un grande futuro per le rinnovabili, ma fra 20, 30, 40 anni… L'unica forma di energia che non è intermittente e non genera emissioni, è il nucleare” (Cortinaincontra 27 Agosto 2010). 3)TG1 a più riprese : L’energia nucleare risolverà l’attuale problema di dipendenza estera per approvvigionare di combustibile. Il promotore del presente documento è un operatore energetico e come tale intende contestare le soprastanti dichiarazioni ed affrontare l’argomento nucleare senza preclusioni se non ovviamente, quelle relative : all’interesse e alla salute generale e al buon senso in tema di politica energetica Premessa Il problema energetico Italiano è esclusivamente di dipendenza estera da approvvigionamento del combustibile. Non esistono problemi né sotto l’aspetto della potenza necessaria a soddisfare il fabbisogno del paese (la potenza installata è quasi il doppio di quella richiesta) né di efficienza energetica (le imprese sono impegnate nella ricerca della massima efficienza, sono sulla strada giusta e i risultati ottenuti sono incoraggianti). L’energia Nucleare non risolve il problema energetico Italiano. L'Italia non dispone di una filiera nucleare: non ha uranio, non ha impianti di arricchimento per produrre l'uranio arricchito impiegato nelle centrali nucleari, non costruisce reattori nucleari, non ha impianti di riprocessamento del combustibile irraggiato, non ha depositi per i rifiuti nucleari . 10 MOTIVI PER RITENERE INUTILE L’ENERGIA NUCLEARE Prima ancora che assurda per motivi ambientali, economici ed etici,basta dare un'occhiata ai dati fondamentali del fabbisogno energetico italiano per capire come l'idea di costruire reattori nucleari al fine di produrre energia elettrica sia semplicemente INUTILE. 1)Non è vero che aiuterà le imprese ad avere energia elettrica ad un costo più basso : E' già oggi più costosa e lo sarà ancor di più in futuro il costo del kWh prodotto con fonte nucleare si può stimare in circa 6 centesimi di euro tutto compreso, inteso, cioè, come costo medio dell’elettricità prodotta, comprensivo di costi di capitale, interessi passivi, esercizio, manutenzione, combustibile, trattamento rifiuti e decommissioning finale attualizzato alla data di inizio esercizio della centrale Un semplice, più economico e decisamente più sicuro impianto cogenerativo a gas, che recuperi ed utilizzi l’energia termica di risulta, ha oggi un costo pari a circa 5.5 centesimi di euro per ogni kWh (elettrico e termico con rendimento complessivo dell’80%). Di conseguenza, il costo finale all’utenza con il nucleare sarà più alto e, se sarà più basso, è perché si finanzieranno gli investimenti o i maggiori costi con i soldi dei contribuenti. Il 25 maggio 2010, J. Wayne Leonard, amministratore delegato di Entergy Corp. la seconda compagnia americana di impianti atomici, ha affermato: Nonostante le licenze per costruire 2 nuovi reattori abbiamo per il momento abbandonato i progetti, i numeri non tornano . Se diamo un costo appropriato ai rischi siamo semplicemente fuori mercato (“When we price the risk appropriately … the numbers just don’t work”) perlomeno finché il costo dell’energia che vendiamo da una parte e del carbone dall’altra non raddoppieranno. (While a few U.S. companies are moving ahead to develop new reactors, Leonard said that to make the economics of nuclear work for Energy, he would need to see "double-digit natural gas prices and carbon blow-out prices" starting at $25 per ton and escalating toward $50.) Tutte le stime di confronto prezzi redatte dai sostenitori del nucleare sono datate e non tengono mai conto dei costi attuali dell’uranio e dei costi di smantellamento e di stoccaggio delle scorie nucleari ancor oggi irrisolto. Negli ultimi anni (2001-2006) la richiesta mondiale di uranio è fortemente aumentata. Le cause vanno ricercate nella massiccia costruzione di nuovi reattori nucleari (28 cantieri inaugurati tra il 2000 e il 2005, su un totale di 442 reattori esistenti nel 2006; l'AIEA prevede altri 168 nuovi cantieri reattori entro il 2020) e anche nell'accresciuta domanda energetica dei paesi che utilizzano energia nucleare (soprattutto da parte di Cina, India, Corea del Sud, Russia, Giappone e Stati Uniti), che negli ultimi anni è arrivata ad eccedere l'offerta. Per soddisfare la crescente domanda molti paesi consumatori e produttori hanno iniziato ad intaccare le cosiddette fonti secondarie di uranio, ossia le scorte accumulate in deposito nei decenni precedenti. Come risultato il prezzo dell'uranio sul mercato mondiale ha subìto una forte impennata, passando dai 7 $/lb del 2001 al picco di 135 $/lb del 2007. Nel 2001 il prezzo del dell'uranio incideva per circa il 5-7% sul totale dei costi riguardanti la generazione energetica da fonte nucleare. Secondo dati della WNA, a gennaio 2010, con uranio a 115$/kg, incide già per circa il 40% 2) Non è vero che ci aiuta a svincolarci dalla dipendenza estera : L'italia non ha riserve di uranio e non abbiamo la tecnologia per arricchirlo. E' vero l'esatto contrario 3) Non è vero che è una tecnologia migliore e più efficiente : ha una efficienza energetica bassissima (circa il 30 %) ed in più, non è flessibile ovvero, non potrà inseguire il reale fabbisogno energetico. Una volta accesa, una centrale nucleare produrrà comunque energia e quindi o si utilizza o si butterà via, o peggio ancora si dovranno convertire i consumi termici in elettrici (come la Francia) con tecnologie a bassa efficienza e quindi in contrasto a sane politiche di risparmio energetico. Anche causa quanto sopra , il bilancio energetico del nucleare non è sempre positivo nella produzione di energia. Il processo completo, dall'estrazione del combustibile sino alla fissione, può consumare più energia di quella prodotta . Infatti, durante l'estrazione e il raffinamento di combustibile, si usano anche combustibili non rinnovabili come fonte di energia, fra cui anche il petrolio, dalla cui economicità dipenderebbe quindi quella del nucleare (il che è un paradosso, visto che l'aumento dei costi del petrolio è uno degli argomenti favoriti dai sostenitori del nucleare). 4)Non è vero che l'Italia ha la necessita di implementare la propria capacità di produzione di energia elettrica : I consumi sono in calo e la potenza oggi installata è circa il doppio di quella necessaria. Consumo 2005 : 8.139 quad Consumo 2006 : 8.079 quad Consumo 2007 : 7.969 quad Consumo 2008 : 7.588 quad [ 1 quad = 1 milione di miliardi di BTU (British Thermal Units). BTU è l' unità con cui si misura il contenuto calorico dei combustibili. 1 KiloWatt-ora corrisponde a 3412 BTU ]. 5) Non è vero che sarà l'energia del futuro: a meno che per futuro si intendano i prossimi 50 anni (e quindi parleremmo di domani e non di futuro) il nucleare può far fronte alla richiesta energetica mondiale al massimo per qualche decennio e per costruire la prima centrale in Italia di decennio ne bruceremo subito almeno 1. Secondo il Red Book della IAEA del 2009, le riserve accertate ed ipotizzate di uranio ad un prezzo di 130$/kg ammontano a circa 5,4 milioni di tonnellate. Nel 2009 la produzione di ossido di uranio è stata di 50.572 tonnellate, che corrispondono al 76% della domanda mondiale di combustibile, il rimanente 24% è stato fornito da combustibile esausto riprocessato e trasformato in MOX, testate nucleari smantellate, riserve di uranio già estratte. Appare un paradosso ma oggi, l’unica vera alternativa energetica ai combustibili fossili tradizionali è quella di consumarne di meno attraverso lo sviluppo di politiche e tecnologie mirate al risparmio energetico unitamente alla ricerca e lo sviluppo in materia di energie alternative (possibilmente innovabili) 6) Non è vero che è sicura : Nessuna società assicurativa al mondo assicura una centrale nucleare ; i rischi sono troppo elevati. Prendendo in esame il problema dal punto di vista puramente tecnico, una centrale nucleare di nuovissima generazione integra sistemi di protezione (ad esempio di caduta del nocciolo) e di verifica tali da mitigare (MA NON ANNULLARE) tutti i problemi prevedibili. 7) Non è vero che è meno inquinante : L'impatto ambientale in caso di incidente grave in una centrale è una delle preoccupazioni che riguardano l'uso civile dell'energia nucleare. Non è tuttavia l'unico impatto possibile: anche l'estrazione, la purificazione e l'arricchimento dell'uranio comportano notevoli impatti ambientali, non solo dal punto di vista della semplice radioattività, ma anche in termini di consumo di risorse idriche ed energetiche nonché l'uso di sostanze chimiche (fluoro, acido solforico) per l'attività di produzione del combustibile nucleare. Una centrale nucleare genera e può generare epidemie di cancro, leucemie e malattie genetiche nelle generazioni future. Questo avviene durante tutto il ciclo di produzione del combustibile nucleare. Durante l’estrazione e la lavorazione dell’uranio, l’arricchimento, la costruzione di un reattore, per finire con le radiazioni emesse dal reattore a regime e in dismissione. 8) Non è stato risolto il problema di stoccaggio delle scorie radioattive : Il problema delle scorie radioattive è probabilmente il più critico per l'industria nucleare. Il procedimento di fissione nucleare (come peraltro quello di fusione, seppur in maniera molto inferiore) produce materiali residui ad elevata radioattività che rimangono estremamente pericolosi per periodi lunghissimi (fino a tempi dell'ordine del milione di anni). Qualunque sia il materiale o il deposito all'interno dei quali si stoccheranno le scorie, prima o poi si deteriorerà, inquinando l'ambiente circostante. 9) Una centrale Nucleare consuma elevatissime quantità di acqua : A causa del basso rendimento energetico, la centrale necessita di dissipare enormi quantità di calore poco pregiato in atmosfera, in fiumi o in mare, con un fabbisogno di acqua di raffreddamento veramente molto cospicuo. Ad esempio in Francia il raffreddamento delle centrali elettriche nel 2006 ha assorbito 19,1 miliardi di m3 d'acqua dolce, cioè il 57% dei prelievi totali d'acqua del paese; una parte di quest'acqua, viene restituita ai fiumi, mentre la quota consumata (cioè utilizzata in torri evaporative) ed emessa in atmosfera rappresenta il 22% (1,3 miliardi di m3) di tutta l'acqua consumata in Francia. 10) Lo smantellamento di una centrale richiederà tempi estremamente lunghi e diverse volte superiori al tempo di costruzione e di funzionamento. Ad esempio l'Autorità inglese per il decommissioning ritiene che per il reattore di Calder Hall a Sellafield in Gran Bretagna, chiuso nel 2003, i lavori potranno terminare all'incirca nel 2115, cioè circa a 160 anni dall'inaugurazione, avvenuta negli anni cinquanta. Naturalmente deve ancora essere trovato un sito atto ad accogliere le scorie ed i materiali provenienti dallo smantellamento.
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