I giardini di piazza delle Poste (o piazza Viviani) sono l’ultimo lembo di verde antico del centro storico di Verona: alberi colossali patrimonio dell’umanità, per terra la ghiaia, aiuole e qualche fiore sopravvissuto alla “cura” di un paio d’anni fa (sradicamento delle rose selvatiche nell’aiuola al centro e dei fiori attorno al monumento di Garibaldi, sostituzione con canalette di plastica seminterrate e fiori di stagione). Un posto fresco, dove si può riposare, leggere, chiacchierare all’ombra amica e senza il riverbero del marmo.
Ora sembra che la piazza sarà oggetto dell’ennesimo intervento di “riqualificazione”, con una qualche pavimentazione, una vasca d’acqua attorno al monumento di Garibaldi e chi sa cos’altro.
Se tanto ci dà tanto sinora le “riqualificazioni”, vedi piazza Isolo o i giardini di san Nicolò, hanno trasformato le vecchie piazze in siti cimiteriali, dove nel bianco ci si aspetta sempre di inciampare in qualche lapide. I giardini di piazza delle Poste sono assai frequentati sia da chi abita in centro che dai turisti e dalle scolaresche in gita. Sono un pezzo di Verona che non è cambiato ed è piacevolissimo camminare sulla ghiaia, che è stata eliminata quasi dappertutto, una volta c’era anche ai giardini di piazza Bra.
Come abitanti del centro storico, padroni o meno di cani, che tra l’altro amano molto quei giardini, e come cittadini chiediamo che i giardini siano lasciati come sono, magari con una più accurata manutenzione dei prati e dei fiori.
La zona storica di Verona, un tempo centro vivissimo di scambi non solo commerciali ma anche umani e culturali, è stato ridotto ad una grande bottega di reggipetti, mutande e scarpe, con qualche negozio di “firma” (Louis Vuitton al posto di Onestinghel, Intimissimi al posto del “Motta”, una bottega di vestiti al posto della drogheria “Ferrario” e via sbottegando), piazza Erbe è una vetrina per le allodole, per trovare un artigiano, un tempo numerosissimi, bisogna girare col lanternino, e dappertutto, nei vicoli, sui parcheggi blu per i residenti (?), nelle piazzette, ovunque, plateatici di bar e ristoranti, osterie e trattorie “tipiche” (?).
Ora vogliono “riqualificare” anche gli unici giardini rimasti come una volta.
Fermiamo lo scempio, opponiamoci alla città “bottega” in cui tutto si può comprare e vendere, riprendiamoci Verona prima che la devastino del tutto.