Gent.sign. Presidente della Repubblica Napolitano,
Siamo stufe di vederci vilipese dalla televisione (Rai e Mediaset) e dalla pubblicità che dovrebbero essere mezzi educativi, sopratutto per i minori. Per questo ci stiamo impegnando a raccogliere firme affinchè le nostre indignazioni vengano accolte dal Governo italiano.
Ci chiediamo perchè la nostra immagine viene continuamente lesa nonostante l'uguaglianza di genere sia un diritto sancito dalla nostra Costituzione.
Nonostante le fatiche che noi donne italiane abbiamo fatto negli ultimi decenni per essere considerate come esseri umani, in una società che in quanto maschilista non ci ha favorite come tali, i mass-media continuano a rappresentarci in modo offensivo, alla stregua di corpi decorativi e sessualizzati, spesso sessualmente disponibili con l'unica funzione di ammiccare maliziosamente per convincere i telespettatori a non cambiare canale. Questo ci indigna profondamente.
Non sottovalutiamo la potenza persuasiva che la televisione assieme alla pubblicità hanno sui cittadini italiani.
L'Italia nonostante sia un Paese occidentale e democratico continua ad essere poco attento alle pari opportunità.
La televisione promuove un ruolo femminile subordinato, marginale e irreale se no puramente schiavistico. Ci chiediamo se questo degrado sia lo specchio di una società che ancora non è in grado di valutare le donne in quanto tali o la causa di gravissimi ritardi del nostro Paese nel portare a termine il cammino verso l'equitàdi genere.
Purtroppo questi stereotipi di genere non sono solo effetto ma anche causa della posizione svantaggiata delle donne italiane in tutti i settori della società e dell'aumento degli stupri in età adolescenziale contro le proprie coetanee a causa del concetto di donna che la tv veicola: un oggetto sessuale a cui disporre.
Riteniamo anche che sia compito di un servizio pubblico come la Rai promuovere le pari opportunità e rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono la piena realizzazione femminile. Invece, la Rai non solo offende le donne ma esige addirittura il pagamento di un canone.
A nostro avviso questo è assurdo!
In noi non c'è alcuna richiesta censoria ma vogliamo che i mass-media rappresentino le donne vogliamo che i media diano spazio a donne veree ai talenti femminili in tutti campi, come la scienza e l'arte. Un paese civile non può essere considerato tale se rappresenta le sue cittadine come 'cortiggiane'.
Inoltre in Italia, a differenza degli altri Paesi europei, manca un Codice di autoregolamentazione Media e Donne, che dovrebbe regolare tutti i mezzi di comunicazione.
Ci appelliamo al Governo Italiano affinchè poniate fine a questi abusi.
Cordiali Saluti.