Secondo quanto riportato nel "Bilancio di mandato 2005-2012" e illustrato al Senato dal presidente uscente dell'Authority Corrado Calabrò, il ritardo nello sviluppo della banda larga costa all'Italia tra l'1 e l'1,5% del Pil. La mancanza di una vera infrastruttura dedicata alla connessione su banda ultra larga arreca al sistema economico italiano un danno enorme in fatto di crescita e innovazione.
In un momento di crisi internazionale, che vede l'Italia in enorme difficoltà dal punto di vista dello sviluppo, dell'incremento della disoccupazione giovanile e da una serie incessabili di suicidi tra operai, piccoli e medi imprenditori, serve un piano di investimenti che punti all'innovazione, soprattutto in ambito tecnologico.
Solo in questo modo il nostro Paese smetterà di essere teledipendente e investirà nella tecnologia dell'informazione, cessando di essere fanalino di coda in Europa in fatto di connessione veloce e vendita online.