Giù le mani dalla salute e dal lavoro
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Il decreto con cui il governo ha autorizzato la produzione all'Ilva di Taranto viola il diritto alla salute, i diritti del lavoro e la Costituzione.
Per due anni si continuerà a produrre in condizioni di continuo attentato alla salute e alla vita dei lavoratori e dei cittadini, ribaltando il principio costituzionale che prima si risana e si mette in sicurezza e poi si produce.
Tutto questo scavalcando un atto dovuto della magistratura e cedendo ai ricatti di una azienda criminalmente latitante.
Quello del governo è un atto senza precedenti che cancella diritti e legalità nel nome del profitto e del mercato.
Un'altra strada è possibile e giusta. Espropriare Riva e pretendere il risarcimento di tutti i danni e il finanziamento degli investimenti necessari, affidare al potere pubblico con un reale potere di controllo dei lavoratori a cui dovrà essere garantito il reddito, la gestione del risanamento e di un piano industriale di ripresa produttiva. Questa è la sola vera soluzione che rispetti il diritto ad un lavoro sicuro e alla salute per i lavoratori e i cittadini.
Per questo esprimiamo solidarietà e sostegno tutti i lavoratori e ai cittadini di Taranto, pieno appoggio alla magistratura della città e chiediamo il ritiro del decreto del governo che deve essere sostituito, come primo atto, dalla nazionalizzazione dell'Ilva.
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