In sostegno di #ElenaPaolini contro l'incompetenza del personale dell'aeroporto
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Da Ancona una storia che ha dell'incredibile, protagonista una ragazza di 20 anni, Elena Paolini.
Pochi giorni fa la studentessa si trovava in aeroporto pronta ad imbarcarsi per raggiungere Londra, dove da un anno frequenta il Westminster college.
La ragazza, diversamente abile, è stata costretta dal personale di terra della struttura a lasciare la sua carrozzina motorizzata perchè "non conforme" alle norme previste dalla Ryanair.
La carrozzina motorizzata di Elena è stata definita non idonea all'imbarco a causa del motore alimentato, a loro parere, da batterie contenenti acido.
La giovane ha tentato di spiegare che all'interno delle batterie era presente del gel e che aveva già compiuto viaggi con la medesima sedia a rotelle poco tempo prima.
Inutili le proteste e le motivazioni della ragazza che, umiliata e atterrita, si è vista costretta ad adoperarne una manuale.
Non solo Elena ha dovuto subire un trattamento davvero poco gentile in aereoporto, ma ha dovuto utilizzare nei giorni successivi (in attesa dell'arrivo della carrozzia motorizzata), un mezzo scomodo che le ha reso complicati gli spostamenti nella capitale inglese.
L'incompetenza del personale dell'aeroporto, la scarsa, se non nulla, conoscenza del mezzo, hanno provocato diversi disagi alla studentessa.
La ragazza ha espresso il suo sdegno attraverso i social, rivolgendosi proprio alla compagnia aerea. Ci uniamo a lei in questa protesta; nel 2016 non è accettabile che avvengano "incidenti" di questo tipo.
Tutti hanno il diritto di viaggiare, comprese le persone diversamente abili, è quindi necessario che ogni struttura abbia personale informato, in grado di affrontare situazioni analoghe, senza rischiare di compromettere la buona riuscita di un viaggio.
Vogliamo dare voce ad Elena e alle persone che, come lei, combattono quotidianamente contro i limiti imposti dalla società.
Chiediamo che tutti vengano trattati allo stesso modo, con rispetto e riguardo; che le persone che lavorano, nel caso specifico, in un aeroporto, siano in grado di comprendere i problemi di chi ha un handicap, anche e soprattutto dal punto di vista UMANO!
Ci schieriamo con questa ragazza, che con la sua forza è riuscita, in parte, a farsi valere difendendo anche chi nelle sue stesse condizioni fisiche si è ormai arreso.
"Sorpresa! Le persone disabili viaggiano. Alcune, però, non lo fanno perchè sono state maltrattate e non vogliono ripetere questa elettrizzante esperienza". Questa la frase della ragazza.
Lottiamo affinchè questo non accada più.
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