L'INPS riconosca ai cittadini il diritto alla restituzione dei "contributi silenti”,
ovvero dei contributi versati dai lavoratori autonomi, precari o parasubordinati ma che non sono sufficienti ai fini della maturazione di una pensione minima.
Che fine fanno? Sono di fatto “fondi perduti” usati dall’Inps per pagare le pensioni a chi ne ha maturato pieno diritto, ma non vengono restituiti a chi li versa né sotto forma di prestazione previdenziale, né tantomeno come rimborso in un’unica soluzione.
Definiti dagli esperti “contributi silenti” perché i lavoratori precari non hanno diritto nemmeno alla parola, pertanto si tratta di furto e di un altro abuso di potere da parte dell'Ente nei confronti di cittadini per di più svantaggiati in un momento di grave recessione economica, considerato che l'Inps ogni anno incassa 8 miliardi di euro di contributi ma eroga solo 300 milioni di euro di prestazioni!
Pochi sanno inoltre che è impossibile trasferire presso altre gestioni quanto già versato o raggiungere gli anni necessari alla pensione di vecchiaia cumulando versamenti effettuati presso gestioni Inps o altre gestioni diverse (per altro obbligatorie come Inpgi, Inpdap, Enpals ecc ecc.). Solo all’interno dell’Inps stessa esistono diverse gestioni non cumulabili fra loro (gestione separata, gestione commercianti, gestione artigiani, gestione lavoro dipendente).
Il problema riguarda sopratutto i giovani precari iscritti alle gestioni separate dell’Inps o delle casse previdenziali degli ordini professionali.
E mentre nel paese reale accade tutto questo, per le pensioni e i vitalizi della casta nelle casse dell’Iinps entra 1 ed esce 13.
Nonostante più parti sociali hanno cercato di ottenere dal governo e dall’Inps informazioni dettagliate sulle dimensioni del fenomeno, immancabilmente si sono trovati di fronte ad un vero e proprio muro di gomma.
Le proposte finora avanzate dai Radicali
1) consentire il trasferimento dei contributi nella cassa in cui se ne hanno di più, e calcolarli tutti ai fini della pensione;
2) restituire interamente, con rivalutazione del capitale versato, i contributi silenti al raggiungimento dell’età della pensione obbligatoria;
dal Pd e dal Pdl
3) gli anni di contributi presso le diverse gestioni vengano automaticamente sommati tra loro, e che ogni gestore provveda ad erogare una parte della pensione proporzionale ai versamenti ricevuti.
Finora però non si ha alcuna notizia in proposito e il muro di gomma permane indefessamente.
A tutti gli amici e conoscenti chiedo vivamente di unirsi alla causa e firmare la petizione, e se è il caso di aiutarmi a redarre la lettera da destinare al governo al presidente dell'Inps.
Un Grazie a tutti voi!