L'11 novembre 2015 il ministro Lorenzin ha firmato il decreto con cui si possono mantenere in attività nelle aree montane i punti nascita con un numero inferiore a 500 parti annui, in deroga a quanto previsto dall'accordo stato-regioni del 16/12/2010, a condizione che vengano mantenuti gli standard di qualità e di sicurezza previsti dalla normativa.
Il decreto stabilisce che siano le regioni ad avanzare richiesta al Ministero della Salute sul mantenimento dei punti nascita e affida al Comitato Percorso Nascita nazionale il compito di esprimere un motivato parere su tali richieste.
Il decreto Lorenzin introduce un nuovo criterio in base al quale lo standard non è più legato al numero di parti per singolo reparto, ma è affidato alla formazione delle equipe mediche ed infermieristiche garantendo così la nascita in montagna in condizione di assoluta qualità e sicurezza.
Purtroppo anche Chiavenna rientra tra i reparti a rischio chiusura, avendo contato negli ultimi anni meno di 500 parti annui
Negli ultimi giorni si è riaperto il dibattito, e voci più o meno fondate, danno per certa la chiusura del reparto entro la fine dell'anno.
Al momento attuale le direttive impediscono al personale del nostro reparto di effettuare tagli cesarei programmati e parti indotti, questo ovviamente sta portando ad un ulteriore calo di nascite nel nostro ospedale.
Ciò, a dispetto delle apparenze, interessa non solo le future mamme ma tutti noi, in quanto un'eventuale chiusura del nostro punto nascite porterebbe alla perdita del servizio di un anestesista/rianimatore h24, utile in qualsiasi caso di emergenza.
Già tre anestesisti operativi nell'organico del nostro opedale se ne andranno entro fine anno e, allo stato attuale, non verrebbero rimpiazzati.
Quello che noi, come semplici mamme e cittadini, chiediamo è di salvare il “nostro” reparto e di conseguenza tutto il "nostro" presidio.
La nostra prima richiesta è quella di avere la riattivazione dei servizi primari quali tagli cesarei e induzioni, inoltre vorremo che il reparto tornasse a contraddistinguersi per la sua competenza e professionalità come succedeva fino a qualche anno fa; quando Chiavenna era un punto di riferimento di eccellenza anche al di fuori dei confini della Valchiavenna.
Crediamo che questo possa essere possibile con la nomina di un primario assegnato in modo esclusivo al reparto di Chiavenna e di un equipe numericamente sufficiente a garantire un ambiente di lavoro sicuro e sereno.