#iostoconBoeri: Vitalizi parlamentari, da dimezzare quelli sopra 80mila euro!
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Finalmente qualche taglio a chi ne ha davvero tanti e non svolge al meglio il suo compito! Aveva già detto di voler fare trasparenza sui vitalizi non giustificati dai contributi versati e proposto di versarli solo a quanti non hanno un altro lavoro e percepiscono redditi sotto una certa soglia. Lo ha detto il presidente dell’Inps Tito Boeri che ha spiegato che la proposta di riforma complessiva del sistema previdenziale presentata al governo Renzi a luglio, rimasta finora sulla carta, prevede riduzioni anche fino al 50% dei vitalizi dei politici superiori agli 80-85mila euro. Un intervento che dovrebbe andare a braccetto con le limature degli assegni percepiti da dirigenti d’azienda, ex dipendenti delle Ferrovie dello Stato, piloti e tutte le altre categorie di cui l’operazione Porte aperte ha messo in luce i privilegi. Detto che dall’1 gennaio 2012 anche per deputati e senatori è entrato in vigore il sistema contributivo, la sforbiciata prospettata da Boeri colpirebbe duramente gran parte di coloro che hanno lasciato lo scranno prima di quella data dopo averlo occupato per almeno cinque anni e continuano a ricevere un assegno calcolato sulla base della permanenza in Parlamento e non dei contributi versati. Infatti, ipotizzando che gli ex parlamentari paghino sul reddito lordo l’aliquota Irpef più alta, basta una scorsa agli elenchi ufficiali di Camera e Senato con gli importi netti dei vitalizi per rendersi conto che la maggioranza percepisce un importo mensile lordo decisamente molto alto.
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