Noi, studenti, dottorandi e ricercatori italiani al CERN, rivolgiamo un appello a tutti i parlamentari perché non votino con leggerezza il DDL 1905, Riforma Gelmini sull'Università.
I giovani ricercatori che lavorano al CERN si dedicano con passione alla ricerca in uno degli ambienti più competitivi del mondo, ma l'abnegazione non basta: per mantenere la ricerca italiana al livello di quella degli altri paesi europei sono necessari finanziamenti adeguati ed un sistema universitario che deve rimanere pubblico e libero.
Il progetto di riforma dell'Università
- subappalta le linee di ricerca a decisioni prese da un CDA in mano a privati, che difficilmente sarà sensibile alle esigenze della ricerca di base, cruciale per lo sviluppo del Paese;
- riduce in maniera drastica i finanziamenti ad un sistema universitario già enormemente svantaggiato rispetto ai suoi corrispettivi europei;
- toglie ai giovani la possibilità di coniugare la programmazione del proprio futuro con l'opportunità di lavorare in un ambiente stimolante e stabile, a causa dell'assurdo meccanismo del "6 anni e sei fuori", che oltre ad aggiungere 3+3 anni di precariato, costringerà la maggior parte dei ricercatori ad emigrare o abbandonare la ricerca.
Se passasse questa riforma, si metterebbe in pericolo la posizione di eccellenza che l'Italia ha conquistato grazie alla fatica e alla passione di tanti scienziati in molti settori della ricerca.
Se passasse questa riforma, il nostro futuro sarebbe un buco nero.
Studenti, dottorandi e ricercatori italiani al CERN