Gentile Juventus F.C.,
o quello che ne rimane del nome, del marchio, della storia. Siamo 16 milioni di persone profondamente amareggiate per l'atteggiamento tenuto dalla nuova proprietà dall'anno di grazia 2006/2007. La rinuncia al TAR, il non lottare contro un Processo Mediatico così falso e infamante da non trovare in quattro anni uno straccio di prova su cui ammettere colpe e chiedere scusa. Accecati dal Potere di quei ruoli, cari John Elkan, Blanc e Secco, avete perso di vista il reale valore di quei colori, di quella maglia, di quell'ambiente. Mai nel mondo un nome aveva raccolto così tante coscienze, così diversi stili di vita e di pensiero, tutti accomunati da un sogno in bianco e nero. Quel sogno è stato letteralmente calpestato dalle vostre voglie e dalla vostra sete del palcoscenico da una parte, da affari che noi tifosi non capiremo mai dall'altra.
Ma esiste un punto oltre il quale l'amore per il calcio, l'amore per la Juventus e l'amore per l'intelligenza umana proprio non può andare. Intestardirsi a sentirsi Dirigenti o Presidenti o uomini di calcio è un lusso che chi sta alla Juve proprio non può permettersi.
Diciamo grazie al lavoro eseguito da Blanc limitatamente a quelli che sono stati i conti della Juve post-Calciopoli. Diciamo grazie all'ex-Presidente Cobolli Gigli per aver fatto da tramite con l'amore di gente come Trezeguet, Del Piero, Buffon, Camoranesi e via così, che ci hanno regalato una permanenza che va oltre ai gettoni di presenza in campo. Ma non possiamo più tollerare un simile sfascio.
Non ci si inventa condottieri della Juve, non ci si inventa Presidenti della Juve, né si può pensare dal nulla di poter dirigere un ambiente così delicato come quello bianconero. La testardaggine nel voler prendere decisioni ha portato la Juventus F.C. a collezionare una serie di figure forse senza pari nella storia moderna.
Per amore dell'Avvocato cui tutti dobbiamo qualcosa, ma soprattutto per amore della Juve, se realmente provate qualcosa per questo nome, dovete ognuno di voi consegnare la divisa e passare lo scettro a chi di dovere. Non c'è nemmeno la congruenza nel nome, non c'è nemmeno la storia che possa per un momento avallare una vostra permanenza in un qualcosa che non è mai stato un club o una sede. La Juve è una condizione, una scelta di vita: non ha posto, non ha sede, se non nella coscienza degli juventini, sparsi per il mondo da oltre 110 anni.
Per amore della Juve dovete rimettere i vostri mandati. In realtà il discorso potrebbe anche essere diverso per Blanc, magnifico padrone dei conti e degli affari economici, ma per nulla adatto a ricoprire perfino tre ruoli così delicati. Seguire l'esempio dell'Avvocato. Inarrivabile.
Chiediamo pertanto, e lo facciamo con la classe che è solo dei Grandi e con una calma sorprendente, le dimissioni di Blanc, Secco e John Elkan. Spazio ad Andrea Agnelli per il quale quel cognome sembra avvolto quasi da magia. Chiediamo un ritorno al vero stile Juve: e negli atteggiamenti interni ad un club ridotto allo sfascio, e negli atteggiamenti all'esterno, così massacrati dai padroni di un calcio che non apprezziamo più, in prima fila una stampa così meschina da non sembrare vera. Lo chiediamo qui perchè il mondo lì fuori è impazzito, e la violenza, neppure quella verbale, dovrebbe essere ammessa in quello che è e rimane uno sport. E come tale pure divertimento. Apprezzate almeno lo sforzo, perchè la contestazione, fino a questo vostro passo ormai necessario, non avrà fine.
Con amore, con Vero Amore,
circa 16 milioni di tifosi.