Non ci convince affatto questo governo tecnocratico, propostoci come la panacea di tutti i mali dell’Italia e risultato alla prova dei fatti inconcludente se non addirittura dannoso. Non ci convince il provvedimento “salva Italia” carico di tasse e fortemente recessivo, non ci convince nemmeno il “cresci Italia” viziato da furore ideologico ed anch’esso privo delle risposte necessarie a superare una crisi che, prima di essere italiana, è europea e prima ancora che essere economica è morale e valoriale.
Per rimettere in moto la speranza servirebbe creare regole capaci di rimettere la persona nel cuore dell’azione politica, servirebbe tassare la speculazione finanziaria e colpire le delocalizzazioni, servirebbe promuovere la culture della partecipazione e del dono. Su queste basi proporre un nuovo patto costituente europeo che parta dal riconoscimento delle comune radici cristiane. Purtroppo nulla di tutto questo è all’orizzonte.
La politica ha le sue enormi responsabilità, oggi si mostra incapace di dare un’immagine positiva di sé, troppo chiusa nelle proprie rendite di posizione, non in grado fino ad ora di riformarsi e quindi di riformare, per questo ci proviamo non interpellando il popolo con la sottoscrizione di una raccolta di firme per avanzare poche ma chiare proposte.
• Tassare la speculazione finanziaria, ossia la differenza fra il prezzo di acquisto e di vendita dei titoli quotati, in maniera inversamente proporzionale alla durata dell’investimento.
• Riformare la legge elettorale, mantenendo saldo il principio bipolare ma ripristinando la possibilità, per l’elettore, di scegliere chi dovrà essere eletto attraverso la reintroduzione delle preferenze o con le primarie per la scelta dei candidati.
• Convocare al più presto, ossia dopo il varo di unna nuova legge elettorale, le elezioni per ridare al popolo il sacrosanto diritto di decidere da chi essere governati