Lettera aperta al Rettore Frati
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Magnifico Rettore,
con grande rammarico siamo venuti a conoscenza di un fatto che ci ha lasciati sorpresi: la chiusura il 31 dicembre 2012 del CATTID, Centro per le Applicazioni della Televisione e delle Tecniche di Istruzione a Distanza.
Pur avendo avuto accesso alla documentazione riguardante la disattivazione del Centro, non riusciamo realmente a comprendere le ragioni che hanno portato a questa scelta ; che ci sembra chiaro avra’ non solo conseguenze accademiche e professionali all’interno della sua università, ma anche culturali ed economiche all’interno dell’ecosistema dell’innovazione regionale, nazionale ed europeo.
Ormai da anni, infatti, il CATTID collabora con numerose istituzioni pubbliche e private e - grazie alle competenze accademiche di chi vi opera ogni giorno - ha saputo affermarsi come centro di eccellenza non soltanto sul territorio locale e nazionale, ma anche su quello internazionale. L’interdisciplinarietà ora tanto ricercata dagli attuali programmi universitari è stata precorsa all’interno del CATTID dalla stretta collaborazione tra i vari Dipartimenti che lo compongono, mentre il ruolo di produttore di know how destinato al tessuto economico è ben evidenziato dalla partecipazione delle oltre 100 aziende che lavorano con il CATTID e beneficiano dei risultati di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
E’ doveroso ricordarle quanto importante sia il lavoro che questo team di docenti, ricercatori, dottorandi, ma anche studenti, sta portando avanti su tematiche di grande interesse per la politica economica del nostro Paese. Basti pensare ai progetti di ricerca che all’interno del CATTID, negli ultimi 7 anni, sono nati intorno alle tematiche dell’Agenda Digitale, dell’ inclusione sociale, della comunicazione digitale, delle tecnologie per i beni culturali, dell’elearning, dei videogames, delle smart cities, degli sistemi di trasporto intelligenti e sdell’Internet delle Cose, che hanno permesso al centro stesso di ricavarsi un ruolo di primo piano all’interno del panorama internazionale.
Potremmo scrivere pagine su quanto è stato fatto, sui numerosi premi vinti dai ricercatori del centro e sulle storie dei quasi 60 borsisti, dottorandi ed assegnisti che hanno giorno lavorano tra le mura del centro. Ma sarebbero nulla rispetto a quanto potremmo ancora scrivere se il CATTID avesse da lei quella legittimazione a proseguire il lavoro intrapreso. Ancora poche ma chiare parole, per esprimerle la nostra delusione rispetto a questa scelta “strategica”.
La soluzione adottata rischia di avere gravi ripercussioni sul tessuto imprenditoriale romano, ma rischia di avere ripercussioni ben più gravi sul mondo accademico e su quella popolazione di giovani che crede ancora nelle istituzioni, nel diritto allo studio, nella ricerca, nell’Università.
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